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Napolitano giura e detta le condizioni per l’esecutivo

Napolitano giura e detta le condizioni per l’esecutivo

Dopo l’accordo in extremis raggiunto da Pd, Pdl e Scelta Civica sulla sua rielezione, ora Napolitano ha la forza necessaria per trovare una soluzione allo stallo politico

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ROMA. Dopo l’accordo in extremis raggiunto da Pd, Pdl e Scelta Civica sulla sua rielezione, ora Giorgio Napolitano ha la forza necessaria per trovare una soluzione allo stallo politico che ha reso impossibile la formazione di un governo e ha mandato in frantumi il Pd. Per capire come intende utilizzare la prima parte del secondo mandato bisognerà ascoltare il discorso alla nazione che pronuncerà oggi (lunedì), dopo il giuramento sulla Costituzione che avverrà alle 17 a Montecitorio e sarà salutato con 21 salve di cannone. Martedì torneranno le consultazioni sul governo al Quirinale.

Si farà il governissimo? Solo Napolitano sa quale governo farà nascere perché l’impegno chiesto ai partiti in cambio della disponibilità a prolungare la sua parmanenza al Quirinale è una sostanziale delega in bianco nel segno della responsabilità. Di certo il prossimo governo non potrà che reggersi su un accordo tra Pd e Pdl perché quelli sono i numeri in Parlamento. Sul tappeto ci sono legge elettorale e riforme mancate.

Ma la base di partenza c’è già ed è il lavoro fatto dai “saggi”. E la Convenzione per le riforme, la cui presidenza potrebbe essere affidata ad un esponente del Pdl (nei giorni scorsi sono circolati i nomi di Renato Schifani e Gaetano Quagliariello), dovrebbe essere composta da parlamentari ma anche da esponenti della società civile.

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