Il Tirreno

Livorno

Piscine, esplode la protesta contro caro tariffe e lavori

di Juna Goti
Piscine, esplode la protesta contro caro tariffe e lavori

Un gruppo di sportivi raccoglie 500 firme e scrive a Comune e Officina dello Sport «Abbonamenti arrivati a 650 euro. E poi non potremmo nuotare per tre mesi...»

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LIVORNO. La protesta iniziata in vasca è esplosa, ieri mattina, sotto una pioggia battente. Un gruppo di frequentatori delle piscine comunali si è dato appuntamento davanti agli impianti di via dei Pensieri, in rappresentanza degli oltre 500 sportivi che nelle ultime settimane hanno firmato due lettere indirizzate a Palazzo Civico e a Officina dello Sport. Ovvero la società che, da concessione col Comune, gestisce le vasche della Bastia e del complesso Camalich - Neri. La riunione è stata convocata dopo che Officina ha fatto sapere che chiuderà tutte le piscine dal primo giugno al 15 settembre (con possibilità di tenere aperta una vasca a giugno) per rifare gli impianti di filtrazione, elettrici e di aerazione, più una serie aggiustamenti a bar, ingressi e infissi. Spesa prevista, se riuscirà a ottenere il mutuo: oltre 3 milioni.

«Sembra impossibile – si legge nella lettera inviata all’assessore allo sport – che i lavori possano riguardare tutte le piscine in contemporanea». «Ci chiediamo», continua la nota, se non sia «più probabile» che «terminati i remunerativi corsi di nuoto con la fine di maggio, si chiudano per ben tre mesi gli spazi d’acqua pubblici per poter avere un risparmio nelle spese di gestione, mettendo da parte gli interessi della comunità». E ancora: «È vero che a Livorno, con la stagione calda, una buona quota di utenti si orienta versa il nuoto in mare, ma una altrettanto importante parte di sportivi continua a nuotare tutto l’anno in vasca». Senza contare che «la stagione agonistica per molti atleti, giovani e master, continua nell’estate».

Ma la chiusura in blocco sembra essere solo la classica goccia che ha fatto traboccare la vasca. «Il primo problema sono le tariffe», dice Marco Biondi che si presenta come «ex nuotatore, perché quest’anno fare l’abbonamento sia per me che per mia moglie era diventato impossibile». «L’abbonamento stagionale open – riprende – è passato da 450 a 650 euro. Poi ci sono i bracciali e le docce, che sono care e durano poco». Nelle lettere inviate al Comune e alla società, riprende, «abbiamo raccolto le lamentele da spogliatoio. Qui, più che un servizio verso il cliente, sta diventando un mutuo. Se la società farà i lavori prendendo un mutuo, in futuro alzerà ancora le tariffe?».

«I lavori di straordinaria manutenzione di cui si parla – riprende lo sportivo, circondato da una trentina di utenti – non si decidono a marzo per partire a giugno. Vanno programmati, bisogna informare per tempo gli iscritti. I nostri abbonamenti valgono 10 mesi: sulla tessera c’è scritto che solo gli ingressi al nuoto libero terminano il 31 maggio. Qualcuno vorrà il rimborso e qualcun altro chiederà di nuotare fino al 18 luglio».

Nel gruppo ci sono anche nuotatori master. Come Chiara Baldassarri, del Dlf: «Per i prezzi alti – racconta – quest’anno abbiamo fatto una convenzione anche con la Lustrissimi. Ma chi, come me, non può raggiungere la piscina militare negli orari previsti dall’accordo, dovrà smettere di allenarsi a giugno, anziché a fine luglio». Alessandro Picchetti, invece, è padre di un atleta del Nuoto Livorno. Il presidente della nota società venerdì ha già manifestato le sue preoccupazioni al Tirreno. «I nostri ragazzi – gli fa eco il genitore – hanno le finali regionali il 29 giugno e una gara di recupero alla Bastia, sempre a giugno. Erano programmate da tempo, salteranno? Sono atleti che si allenano tutto l’anno: ci auguriamo che non restino senza impianti nel mese più importante. I genitori non possono sostenere altre spese per portarli in giro per la Toscana...».

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