Sicurezza
Chiesa della Madonna torna allo splendore
Finiti i lavori di restauro, ieri la riapertura solenne Il parroco ricorda il mancato contributo del Comune
LIVORNO. Dopo un anno di lavori è stata restituita al suo originario splendore la seicentesca chiesa della Madonna, una delle più antiche di Livorno, affacciata sull’omonima via, proprio nel cuore dello storico pentagono del Buontalenti.
La sua riapertura è stata solennemente celebrata ieri mattina con una funzione religiosa officiata dal vescovo, monsignor Simone Giusti, accompagnato dai sacerdoti del clero livornese in una chiesa stracolma ed alla presenza di numerosi esponenti delle istituzioni e del volontariato. L’intervento di restauro, eseguito sotto l’egida della Soprintendenza, ha interessato innanzi tutto la copertura che è stata totalmente ricostituita adottando inoltre un’opportuna coibentazione ed impermeabilizzazione. Sono stati poi ripristinati tutti gli intonaci e le tinteggiature esterne ed interne. È stato inoltre rifatto l’impianto elettrico e sostituita la totalità dei corpi illuminanti. Si è quindi reso necessario ricostituire le parti in legno dei confessionali, ormai gravemente deteriorate, ed effettuare la lucidatura del pavimento. Per quanto riguarda i marmi, a parte il portale esterno che è stato ripulito dallo smog, all’interno i lavori di restauro hanno coinvolto solo l’altare maggiore, mentre, al momento, la carenza di fondi ha impedito di intervenire sugli otto magnifici altari monumentali che caratterizzano la chiesa.
L’opera di restauro si è resa possibile grazie al contributo dell'8 per mille, alle numerose offerte dei parrocchiani ed al finanziamento erogato dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno. Non risulta invece ancora pervenuto il contributo di 50mila euro promesso a suo tempo dal Comune: un concetto che è stato ribadito per ben tre volte dal parroco, don Placido Bevinetto, nel suo messaggio di rigraziamento rivolgendosi all'assessore Nebbiai giunto in rappresentanza dell'amministrazione comunale. Intitolata ai santi Maria, Giulia e Francesco, la chiesa sorge, insieme all’annesso convento, a partire dal 1607 con l’insediamento dei frati Francescani a Livorno venendo successivamente ingrandita nel 1630. L’interno, a navata unica ed in stile barocco, si caratterizza per i suoi grandi altari, uno dei quali innalzato per la famiglia nobile volterrana Inghirami, mentre altri quattro sono dedicati alle nazioni francese, corsa, olandese-alemanna e portoghese, ciascuno designato dalla propria bandiera. Uno dei confessionali è inoltre sormontato dallo stemma del Leone di Fiandra. La chiesa della Madonna rappresenta una sintesi delle origini cosmopolite di Livorno sin dall’atto della sua fondazione in epoca medicea: un elemento, quello della multiculturalità, che coinvolge l’intera via della Madonna dove possiamo rinvenire anche la chiesa dei Greci Uniti (ora della Purificazione), quanto resta della chiesa degli Armeni ed il ponte di San Giovanni Nepomuceno recante la statua del patrono della Boemia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
