Il Tirreno

Livorno

«Traffico illecito di pezzi d’auto» I vigili nell’officina fantasma

di Federico Lazzotti
«Traffico illecito di pezzi d’auto» I vigili nell’officina fantasma

La Procura ha già avviato un’indagine sull’incredibile situazione di via della Ferrovia «Veicoli smontati e mandati in Africa». Accertamenti in una ditta di stoccaggio: identificate 10 persone

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LIVORNO. Quattro, cinque auto della polizia municipale fanno la staffetta dentro e fuori dal piazzale della Teco Logistic, azienda che da quarant’anni si occupa di stoccaggio merci e deposito doganale. Su un muretto appena fuori dal cancello d’ingresso della ditta una decina di persone aspetta di essere identificato. «Abbiamo già chiamato l’ispettorato del lavoro per controllare la loro posizione», spiega un agente.

Pochi passi più avanti, lungo via della Ferrovia, come se niente stesse accadendo, due operai di colore smontano una rete da letto e alcune lettighe in acciaio, accanto a loro alcuni scatoloni e una fila di veicoli abbandonati e senza targa.

Il giorno dopo il reportage del Tirreno che ha denunciato la presenza di un’officina fantasma nella zona industriale, a due passi dalla sede della Trw sono scattati gli accertamenti della polizia giudiziaria.

«Non è vero che nessuno si era accorto di quello che stava accadendo quaggiù - si sfoga chi ha condotto l’indagine - è da ottobre che lavoriamo per raccogliere prove: abbiamo fatto appostamenti, foto e controlli incrociati. Avevamo programmato diverse attività ma la pubblicazione della notizia ci ha costretto ad agire in fretta. Speriamo di riuscire a trovare ancora qualcosa di interessante ».

L’obiettivo dell’indagine condotta dal pubblico ministero Antonella Tenerani sarebbe quello di fare luce sulla provenienza e soprattutto sulla destinazione finale dei veicoli, o di parte di essi, molti dei quali, non a caso, ridotti a scheletri o rottami. «Una cosa è bene chiarirla subito - racconta un altro agente - qui non ci risultato mezzi rubati, ma veicoli radiati dal pubblico registro automobilistico». Che però non dovrebbero essere lì. Secondo alcune indiscrezioni che filtrano dagli investigatori, il fascicolo aperto in Procura riguarderebbe un presunto traffico illecito di rifiuti con l’Africa.

In questa categoria, infatti, andrebbero inseriti i pezzi delle auto quando vengono smontati, per essere poi esportati. «Si tratta di una pratica irregolare - recita la legge - perché il veicolo che viene separato dalla targa deve essere portato all’estero per intero, altrimenti deve essere trattato e considerato come un rifiuto».

Il sospetto, invece, è quello che da tempo via della Ferrovia fosse diventata il centro di un commercio non autorizzato di parti di auto. Il sistema - secondo gli inquirenti - era semplice. Un gruppo di extracomunitari, per lo più di origine nigeriana, acquistava veicoli che erano stati cancellati dal Pra. Tra questi ad esempio, anche un’ambulanza e un pulmino della polizia.

Successivamente, però, invece di essere spedite all’estero per intero, le macchine che occupano abusivamente il suo pubblico, venivano smontate. E non è escluso che questo sistema sia stato messo in piedi per aggirare la normativa che impedisce l’esportazione di auto radiate da oltre cinque anni.

Ecco che a questo punto - sempre secondo chi conduce le indagini - potrebbe essere servita la collaborazione di alcune agenzie di stoccaggio e spedizione che avrebbero affittato i container per inviare la merce in Senegal e Nigeria. «È tutto regolare», risponde uno degli operai impegnato nell’operazione di smantellamento.

È seguendo questo ragionamento che è possibile comprendere il motivo per cui ieri mattina gli agenti della polizia municipale abbiano effettuato accertamenti nella Teco Logistic.

Durante i controlli gli inquirenti avrebbero identificato i dipendenti e effettuato accertamenti sui mezzi all’interno dell’azienda e sui container.

Francesco Pini, titolare della ditta di stoccaggio spedisce le accuse al mittente: «Sono stato il primo a denunciare quello che accadeva a due passi dalla mia azienda - spiega - ho chiamato più volte i vigili ma non sono mai venuti. Mi hanno detto che non c’erano soldi per portare via le auto abbandonate lungo via della Ferrovia. Adesso è bastato che il giornale pubblicasse le foto degli scheletri delle auto ed è scoppiato il putiferio. Quello che avevo da dire l’ho detto anche agli agenti: non ho mai spedito all’estero niente per queste persone».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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