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Livorno

Scambio di aree tra Ltm e Lorenzini Altolà della Cgil

Scambio di aree tra Ltm e Lorenzini Altolà della Cgil

È il primo passo verso il terminal dei ro-ro ma il sindacato chiede lumi sull’occupazione. Comitato portuale in stand by

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LIVORNO. Mentre a tenere banco nelle sale della politica e delle istituzioni è soprattutto il futuro delle crociere, nel cuore del porto si sta discutendo un provvedimento chiave per il settore commerciale. È lo scambio di aree tra Ltm, la società partecipata al 30-70 da Compagnia e Conti che fa i ro-ro, e Lorenzini, operatore che movimenta container, forestali, merce varia. Lorenzini (che lavora già al 15B) otterrebbe da Ltm il 15A, andando ad occupare una fetta strategica della sponda est. Dal canto suo Ltm prenderebbe la calata Neghelli, in vista anche della futura acquisizione della calata Bengasi.

In portuese questo scambio di aree, che alla fine si equivalgono come spazi e funzionalità, è la concretizzazione della cosiddetta zonizzazione del porto e il primo passo verso la realizzazione di un’area multipurpose e di un terminal unico delle autostrade del mare, con i ro-ro che ogni giorno caricano camion e auto diretti in altri porti.

Ma allo scambio di aree in concessione, a cui lavora da mesi l’Autorità portuale, si è messa di fatto di traverso la Cgil. Tanto che ieri mattina il comitato portuale ha sospeso la discussione degli atti in questione, rimandandola al comitato che sarà riconvocato a inizio maggio dopo un apposito tavolo del lavoro.

In realtà il caso è scoppiato all’ultima commissione consultiva: i delegati della Cgil ed Ennio Lorenzini si sono scontrati duramente. L’imprenditore ha chiesto di portare a termine gli accordi dopo mesi di lavoro, senza indugiare oltre, e in un momento di rabbia ha anche scritto al presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, ventilando ipotesi di messa in liquidazione della società.

Cosa c’è sul tavolo? A Palazzo Rosciano sono arrivate due lettere: una della Filt Cgil, l’altra a firma di Angella-Marchesini. «In discussione da parte nostra – dice Simone Angella (Filt Cgil) – non c’è l’operazione in sé per sé, è bene che le aziende si stabilizzino e consolidino i traffici. Ma chiediamo di approfondire i piani di impresa e l’impatto occupazionale: si parla di 6-7 lavoratori in più a società, con assunzioni lontane nel tempo». Ora la parola passa alla commissione con i rappresentanti di imprese e categorie, che sarà convocata prima del comitato portuale del 7 maggio.(j.g.)

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