Gioco
Mps tratta la vendita delle quote a imprenditori della logistica
La banca senese verso l’uscita dall’area di Guasticce: ha il 36% delle quote. Intanto è stato deliberato l’aumento di capitale fino a 18 milioni di euro: molti enti sono senza soldi e non lo sottoscriveranno
LIVORNO. Il Monte dei Paschi di Siena sta trattando l’uscita dall’Interporto di Guasticce. Se non l’uscita, sicuramente la vendita di gran parte delle quote che oggi (con il 36,3%) ne fanno il maggiore azionista seguito dalla Regione Toscana (17,8%).
Per l’area retroportuale, cruciale per lo sviluppo di Livorno e provincia, è un passaggio chiave: Mps starebbe trattando con imprenditori del nord Italia, specializzati nel settore della logistica. Imprenditori che negli ultimi giorni avrebbero preso contatti anche con i vertici dell’Autorità portuale.
La notizia è saltata fuori dall’incontro convocato dall’assessore regionale Ceccarelli alla vigilia dell’assemblea dei soci che giovedì ha deliberato all’unanimità (presente circa il 66% dei soci) un aumento di capitale fino a 18 milioni di euro. Aumento che dovrebbe servire a consolidare l’assetto finanziario dell’Interporto, che punta a passare dall’attuale capitale di 11 milioni e 700mila euro, a quasi 30 milioni, con l’emissione fino a 34.853 azioni da 516 euro l’una.
I soci (dalla Camera di Commercio alle Provincie e ai Comuni di Livorno e Pisa, più un gruppo di privati) hanno sei mesi di tempo per decidere se essere davvero della partita. Ma in molti hanno già adottato la formula: «Ok all’aumento di capitale, senza però assumere impegni economici». È il caso della Provincia di Livorno, dove la frase che si ripete è: «Siamo a dover vendere, non certo a comprare». Il Comune di Pisa aveva a suo tempo inserito l’Interporto tra le società non strategiche, Collesalvetti potrebbe dare un contributo simbolico per non andare incontro a guai di bilancio. Il Comune di Livorno e la Regione supportano l’iniziativa, ma vincolandola ai paletti dettati dal Patto di Stabilità.
Mps, a suo tempo, aveva già acquisito le quote dell’Amerigo Vespucci con il dichiarato obiettivo di andare a caccia di soggetti industriali ai quali rivendere. Dopo i noti guai, la sottoscrizione di un aumento di capitale sembra tutta in salita. Così ecco la trattativa. «La nostra – commenta il presidente dell’Interporto, Federico Barbera – è una struttura valida, con un patrimonio di 160-170 milioni. È chiaro e positivo che ci siano imprenditori interessati a investire. Ed è positivo anche che ci siano stati contatti con l’Authority, perché porto e Interporto devono agire di concerto. Ora, però, si tratta di passare dalle dichiarazioni di intenti ai fatti».
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