Gioco
Il Pd livornese: «Subito il congresso con le dimissioni della direzione nazionale»
Documento della direzione territoriale del partito: «Alt a una guerra interna volta a favorire gruppi e personalismi»
«L'individuazione del candidato Presidente della Repubblica ha determinato e sta determinando forti tensioni politiche all'interno del Partito Democratico e nella coalizione Bene comune». Inizia così il documento approvato dalla direzione territoriale del Pd di Livorno. «La ricerca di un'ampia convergenza parlamentare ha certamente indotto la segreteria nazionale a commettere errori di valutazione e di metodo che hanno provocato una frattura nella coalizione e uno scollamento tra la base e il gruppo dirigente. Una grande mobilitazione partita dai territori e condivisa nei social network, in cui la nostra federazione ha giocato un ruolo sicuramente importante, ha dimostrato quanto il nostro partito sia un'organizzazione dotata di grande vitalità e democrazia interna.
Processo, questo, che negli ultimi mesi ha dato prova importante di apertura e innovazione, dalla modifica dello statuto alle primarie per i parlamentari. Questo stesso sentimento ha portato il nostro segretario Bersani a rivedere la sua linea e lanciare nell'assemblea dei grandi elettori una proposta forte ed autorevole acclamata all'unanimità da tutto il centro sinistra. Una prova di coraggio che doveva essere apprezzata e sostenuta. Purtroppo anche alla quarta votazione parte dei nostri rappresentanti, 101 "franchi traditori", con una scelta irresponsabile, ha umiliato ulteriormente il partito e la nostra gente. Noi non condividiamo. Noi non ci stiamo. Interpretiamo questo ultimo atto come una guerra interna volta a favorire gruppi e personalismi invece del tanto invocato "Bene comune"».
Il documento prosegue. «Nel ringraziare Maria Grazia Rocchi e Marco Filippi di aver saputo rappresentare con trasparenza e coerenza i loro elettori in ogni atto compiuto in questa vicenda, chiediamo che ad elezione del presidente avvenuta: 1) la coalizione di centrosinistra e il nuovo presidente della Repubblica lavorino alla costituzione di un governo di innovazione e cambiamento che dia speranza al nostro paese, con le necessarie profonde riforme economiche e sociali sulla base degli 8 punti presentati da Bersani da portare in parlamento in maniera trasparente, facendo assumere a tutti i parlamentari e le forze politiche le responsabilità che gli elettori hanno affidato loro. 2) il nostro segretario Bersani rimanga a guidare il partito fino al congresso che dovrà essere convocato prima possibile, con contestuali dimissioni della direzione nazionale».
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