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Le memorie di un viaggio a Livorno
LIVORNO. Viaggiare annotando giorno per giorno le proprie impressioni, le persone incontrate, i luoghi visitati è stato, soprattutto a partire dall'800, un’abitudine abbastanza diffusa tanto da...
LIVORNO. Viaggiare annotando giorno per giorno le proprie impressioni, le persone incontrate, i luoghi visitati è stato, soprattutto a partire dall'800, un’abitudine abbastanza diffusa tanto da sfociare in un vero e proprio genere letterario. Talora però l’estensore del proprio diario di viaggio non aveva alcuna ambizione di scrittore, ma solo di mantenere la memoria di quella esperienza: annotazioni che possono comunque riaffiorare a distanza di molti decenni come puntuale descrizione di certi luoghi in una determinata epoca storica.
È il caso delle “Memorie private del Viaggio in Toscana di Teresina Bianchi e Dottor Pietro Bortolotti nel 1857”, un diario di viaggio risalente ad oltre centocinquanta anni fa ora pubblicato da Books & Company, mentre la sua trascrizione e la nota introduttiva sono state curate da Laura Dinelli. Nell’estate del 1857 Teresina e suo marito, bisognoso di cure termali, partono da Modena, , alla volta della Toscana toccando Pistoia, Montecatini, Pisa, Firenze e Livorno dove si trattengono alcuni giorni dedicandosi ai bagni di mare e di cui sono descritti i numerosi alberghi, la stazione ferroviaria, le locande, i negozi, le principali attrattive monumentali (il Cisternone, il Santuario di Montenero con i suoi ex voto, il Voltone, il Fanale, etc.), gli stabilimenti balneari (Palmieri, Pancaldi, etc.) oppure la lavorazione del corallo: tutto ciò narrato con dovizia di particolari che, insieme a qualche nota di colore, costituiscono il valore aggiunto dell'opera permettendoci di seguire passo passo il viaggio quasi come se fossimo in loro compagnia.
Roberto Riu
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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