Il Tirreno

Livorno

TEATRO OFFICINA REFUGIO

Ecco il Q-indi festival Tutta la potenza dell’arte indipendente

di Dario Serpan

LIVORNO. E Q-indi? Cos’è la musica indie? Dove la si trova in questo weekend? Perché ne vale la pena? Le risposte non arrivano a casa, come le analisi del sangue, ma bisogna andare a ritirarle in...

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LIVORNO. E Q-indi? Cos’è la musica indie? Dove la si trova in questo weekend? Perché ne vale la pena? Le risposte non arrivano a casa, come le analisi del sangue, ma bisogna andare a ritirarle in loco, da ieri sera fino a domenica, ogni giorno dalle 18.30 all’una di notte.

Ecco a voi il Q-indi festival, quattro giorni di concerti, mostra grafica, incontri, proiezioni e djset. L’autogestione e l’autoproduzione sono le ragioni d’essere del Tor, acronimo di Teatro Officina Refugio, che si trova in Venezia sugli Scali del Refugio. Il microfestival del mese di aprile è una dedica alla musica dal sentimento indipendente, al suo incontro con la rete democratica e la crisi, e il suo farsi autonoma e spontanea. Il collettivo del Tor intervista i protagonisti dei palchi diventati importanti e propone esempi vivi di prospettive esistenziali: progetti solisti, cantautori e polistrumentisti in concerto sul palco e “fuori dal palco”, dalle 20 alla mezzanotte; crea brevi intermezzi musicali acustici nel foyer, dando voce ad altrettanti “uomini soli” fatti di voce e chitarra. A conclusione di ogni serata Honolulu dj, selezione indie a cura Valerio Casini dei Bad Love Experience.

Il Q-indi festival si è aperto ieri con un incontro dal titolo “Maturi, irrisolti e quasi indipendenti” con Massimiliano “Ufo” Schiavelli degli Zen Circus, Niccolò Mazzantini degli Appaloosa ed Emanuale Voliani dei Bad Love Experience. Svelati dai protagonisti i retroscena del fare musica, il labile confine virtuale tra indie e indipendente, dai tour in Europa alle recensioni sulle riviste specializzate, ai dischi, ai nuovi progetti. L'attraente possibilità di prodursi a prescindere dalle imposizioni di produttori ed etichette. Oggi si riparte, e via fino a domenica, con tutto quanto segue nel programma fitto di eventi. Alle 18.30 il collettivo parla con Giulio Pasquali, collaboratore di Sentireascoltare, web magazine di cultura musicale attiva dal 2002, ed Enrico “Lopo” Battocchi, esperto informatico e blogger: il fine è mettere l’attenzione sull’implosione comunicativa, sul proliferare delle start up musicali, sull’accessibilità globale. Alle 20 palco a Giacomo Vaccai, voce dei Jackie -O’s Farm, band indie pop-rock di Livorno, alle prese con un prossimo disco solista.

Stasera, invece, sarà la prima occasione per “colonne sonore per film mai esisti”: in concerto Tress of mint, chitarra elettrica e loop machine, DiMaggioBaseball Team e Marina Mulopulos, voce e laptop. Il festival continua domani con musica elettronica e “musica da cinecamera in super 8”, con il compositore e produttore solista multi-strumentale Naif Motenei e l’one man band Cabeki: la macchina musicale assemblata da Andrea Facciola, chitarrista e polistrumentista veronese. I suoi ingranaggi si muovono tra strumenti convenzionali e non, in una sequenza di ambientazioni sonore, dal Mississipi al Marocco, dal Kraut al blues, dalla musica da camera all’elettronica. Il pomeriggio di domani sarà dedicato a creatività e crowdfunding, tra video, musica e fumetto. Al “festiv al bar”, alle 20, Giorgio Mannucci, songwriter dei Mandrake, in versione essenziale.

L’ultimo appuntamento con “uomini con la chitarra”, sarà domenica 21 dalle ore 20: al festiv- al bar, Dario, bassista degli Zedded, presenta un proprio repertorio di testi in italiano. Il festival si conclude con Marco Iacampo e Bimbo in concerto, tra pop, canzone d’autore e Tropicalismo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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