Sicurezza
Da giugno piscine chiuse per lavori
Officina dello sport vuole rifare gli impianti. Nel cda c’è anche Bottoni. Prevista una spesa di oltre 3 milioni
LIVORNO. A partire dal primo di giugno porte e vasche delle piscine comunali resteranno chiuse al pubblico per almeno tre mesi. Il motivo? L’Officina dello Sport, che da concessione col Comune gestisce sia l’impianto della Bastia che il complesso Camalich - Neri, ha presentato un pacchetto di lavori che vale oltre tre milioni di euro. A spiegare di cosa si tratta è l’imprenditore Piero Bottoni, che nel maggio dello scorso anno è entrato nel consiglio di amministrazione della società, con delega alla gestione caratteristica. «Dobbiamo fare un cambio delle sale macchina – spiega – rivedere sia l’impianto elettrico e di aerazione, che il sistema di filtrazione delle vasche. Quello della Bastia l’ho fatto io da capocantiere quando avevo ancora tutti i capelli neri...». Il progetto prevede anche la sistemazione dell’ingresso di via dei Pensieri, con lo spostamento del bar sul lato di via Allende. Poi la sostituzione degli infissi, «perché la dispersione di energia e i costi sono alle stelle».
«Sono interventi necessari – gli fa eco il presidente Michele Del Corso – per rispondere agli obblighi di legge sulla qualità dell’aria e dell’acqua e per rendere più economica la gestione. Stiamo parlando di impianti vecchi di vent’anni...».
I vertici di Officina dello Sport ripetono di avere appena speso circa 2 milioni e mezzo per i nuovi cogeneratori che dovrebbero aiutare, dice Bottoni, «a ridurre il gap tra spese ed entrate». Perché a oggi «ci rimettiamo, siamo in perdita». Il maxi intervento, quindi, servirebbe ad abbassare i costi di manutenzione e gestione nel lungo periodo. Ma come lo finanzieranno? La società si è rivolta agli istituti di credito sportivo, che però di solito finanziano gli enti pubblici. Qui siamo di fronte a un soggetto privato con una concessione pubblica: dovrebbe garantire il Comune? Come?
A Palazzo Civico la parola fidejussione sembra essere fuori discussione: per i vincoli dettati dal Patto di stabilità e perché lo scandalo delle piscine di Colle è ben presente nella mente degli amministratori.
Ma come da concessione siglata nel 2010, ogni anno il Comune dà circa 200mila euro alla società come contributo per salvaguardare l’agonismo e calmierare i prezzi per alcune fasce sociali: è proprio intorno a questa “garanzia” e alla concessione nel suo complesso che ruoterebbe la possibilità di avere il mutuo. Ma questo punto è ancora da chiarire: martedì è in programma un incontro a Palazzo Civico per fare il punto sugli atti.
Resta il fatto che a giugno, salvo colpi di scena, le piscine saranno chiuse per riaprire intorno al 15 settembre. Sul sito della società è comparsa questa comunicazione: «Nel tentativo di ridurre al minimo i disagi per la chiusura degli impianti dal 01/06/13, Officina dello sport lascerà aperta anche per il mese di giugno almeno una delle vasche in uno degli impianti. Appena possibile sarà comunicata la modalità di utilizzo».
Perché se è vero che d’estate la città nuota al mare, è vero anche che ci sono 300 atleti del Nuoto Livorno che hanno bisogno di allenarsi in vasca. Trenta, in particolare, fanno parte del circuito nazionale. È dopo una riunione chiesta dal Nuoto Livorno attraverso il Coni, che l’Officina si è detta disponibile a tenere aperta una vasca a giugno. Ma per gli atleti non può certo essere la soluzione definitiva. La riunione è stata alla Cna: a fare i lavori potrebbero essere proprio ditte iscritte all’associazione - di cui Bottoni è esponente di spicco - insieme a realtà specializzate nel trattamento acque. In ogni caso dovranno essere fatte gare, forse su invito.
«La priorità per giugno – riprende Bottoni – andrà agli anziani e ai portatori di handicap. Per gli utenti, se ci sono stati malintesi nelle tessere, siamo disposti a riconoscere rimborsi o sconti». Quanto agli atleti, «capisco le loro esigenze, le stiamo valutando, ma dobbiamo fare lavori che durante la stagione non potremmo portare a termine». «Noi – chiude – abbiamo investito e siamo disponibili a investire ancora. Abbiamo sulle spalle trenta lavoratori».
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