Gioco
Addio a Ippolito Musetti una vita da presidente
Per 14 anni ha guidato l’ordine degli avvocati, poi la carica al vertice della Cassa Liberale nell’anima era appassionato di storia e filosofia orientale. Aveva 69 anni
LIVORNO. Chi è stato suo ospite a cena racconta che fosse capace di ammaliarti per ore parlando di filosofia e cultura orientale. «Era la sua passione anche il collezionismo», confessano gli amici. Ma la sua ultima sete di conoscenza lo aveva portato a scoprire l’Africa e in particolare il Mali dopo aver esplorato in gioventù Pakistan e Afghanistan. Forse anche per questo si era avvicinato al tema dei diritti umani organizzando incontri con il patrocinio dell’Onu.
Ippolito Musetti, avrebbe compiuto 70 anni a fine novembre, se n’è andato giovedì pomeriggio nel reparto di pneumologia dell’ospedale di Pisa dopo una lunga malattia.
«Aveva un’intelligenza e una cultura non comune - racconta commosso l’amico Alberto Uccelli - l’ultima volta che l’ho visto mi ha dato tre libri molto impegnativi, tomi che solo a vederli ti mettono un po’ d’ansia, adesso dovrò cominciare a leggerli. Di lui - prosegue - ho in mente le conferenze di quando parlava di temi alti, anche difficili e rivolgendosi al pubblico diceva: “Come loro ben sanno” e poi iniziava il discorso».
Liberale nel senso più classico del termine, come ripete l’ex assessore allo Sport Claudio Ritorni, aveva un’idea alta della politica, crociana, forse è per questo che aveva deciso di non scendere mai in campo, nonostante le cariche avute e l’abitudine ad accostare il suo nome a ruoli proprio politici.
Sintetizza il sindaco Alessandro Cosimi: «Se ne va una persona che dava lustro a questa città».
Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha inviato un messaggio di cordoglio alla famiglia dell’avvocato Ippolito Musetti nel quale esprime commossa partecipazione al lutto «nel ricordo di una persona di raffinata cultura, prestigiosa guida dell’avvocatura livornese e di importanti istituzioni cittadine».
Originario di Aviano, per via del padre militare, era però cresciuto a Livorno. Sposato con Marcella Montano era padre di due figlie ora diventate donne, Costanza dirigente della Cepu, e Lorenza che ha proseguito nella tradizione di famiglia e che oggi è mamma e avvocato penalista.
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