Gioco
«Abbiamo trecento atleti ma dove si alleneranno?»
LIVORNO. «Non possiamo opporci ai lavori, ma avremmo preferito non ritrovarci all’improvviso in questa situazione di difficile gestione: se le piscine resteranno chiuse, a luglio gli atleti saranno...
LIVORNO. «Non possiamo opporci ai lavori, ma avremmo preferito non ritrovarci all’improvviso in questa situazione di difficile gestione: se le piscine resteranno chiuse, a luglio gli atleti saranno costretti alla diaspora e per la nostra società ci saranno costi extra importanti». Il presidente del Nuoto Livorno, Carlo Chelli, è preoccupato.
Già l’assessore allo sport del Comune livornese, Maurizio Bettini, nei giorni scorsi aveva chiesto, attraverso i suoi uffici, un incontro fra tutti i soggetti interessati «per verificare la possibilità di alternare la chiusura degli impianti in modo da garantire l’allenamento degli atleti senza interruzioni».
«Se come sembra – dice oggi – si riuscirà a tenere aperta una vasca nel mese di giugno e a far ruotare i nuotatori su altri impianti extra Officina dello sport è positivo. Vorrei ricordare che questo disagio va nell’ottica di un miglioramento complessivo delle piscine».
Ma i disagi per gli atleti restano. «Abbiamo già espresso le nostre perplessità quando siamo stati ricevuti nella sede della Cna con una delegazione del Coni», ripercorre Chelli.
La società labronica ha circa 300 iscritti. «Fino al 30 giugno – spiega il presidente – si allenano più o meno tutti. Dopo sono una trentina i nuotatori che fanno gare nazionali e che hanno bisogno di stare in vasca».
Turrini e De Memme, in particolare, a fine luglio partiranno per i mondiali di Barcellona. E se per loro c’è l’ombrello della federazione, pronta ad ospitarli, per gli altri, come ripete Chelli, c’è il rischio «diaspora».
«Al di là del fatto che l’intervento, come ci hanno detto, è previsto dalla concessione – riprende il presidente – la gestione di questa fase ci preoccupa moltissimo. La situazione non è chiara, è stato tutto improvviso, era necessario coordinarsi meglio».
Molto ruota intorno alla Camalich, con la sua vasca da 50 metri: «Avevamo chiesto di iniziare i lavori ritardando il più possibile gli interventi in questa vasca». Insomma, procedere impianto per impianto, e non in contemporanea tra la Bastia e La Rosa. «Ma a quanto sembra non sarà possibile».
In ballo non ci sono solo gli allenamenti: alla Camalich tra giugno e luglio sono in programma prove e finali regionali di categoria. «Saremo costretti a cercare di allenarci fuori e a spostare le manifestazioni», ripete Chelli, ricordando che a giugno ci sono anche le ultime partite di pallanuoto. Alcune gare potrebbero essere spostate a Massa, Empoli, Certaldo. Il timore della società è di chiudere la stagione «anche con 20mila euro di costi aggiuntivi».
Intanto domani il comitato che è nato qualche tempo fa e che è formato da un gruppo di utenti delle piscine livornesi, si è dato appuntamento alla Camalich. Sul tavolo proprio la chiusura a giugno delle strutture.
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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