Il Tirreno

Livorno

Porte vinciane chiuse Oggi il collaudo prima della svolta

di Juna Goti
Porte vinciane chiuse Oggi il collaudo prima della svolta

Dopo la riparazione saranno aperte solo al passaggio delle barche. Obiettivo: bloccare l’insabbiamento del porto

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LIVORNO. Oggi è previsto l’inizio del collaudo: dalla prossima settimana le porte vinciane, dopo anni di botta e risposta e tentativi andati a vuoto, potrebbero essere finalmente chiuse. O meglio restare «normalmente chiuse», per essere aperte solo al passaggio delle barche, come recita l’accordo firmato nel luglio dello scorso anno a Firenze tra Regione, Authority, Comuni, Province e Camere di Commercio di Livorno e Pisa.

Ingegneri e operai della Mast di Livorno sono al lavoro da giorni all’altezza del ponte del Calambrone, che ieri è rimasto alzato e chiuso al traffico. Stanno riparando una delle due strategiche porte che dividono il canale dei Navicelli dalla Darsena: il perno che permette la rotazione del braccio in acciaio di 15 metri era stato in parte danneggiato a fine marzo, dopo lo scontro con una barca.

A Livorno l’apertura solo su comando delle porte è attesa da anni. In questo punto, infatti, si depositano i detriti che arrivano dallo Scolmatore e che non riescono a raggiungere il mare dalla foce, provocando il progressivo insabbiamento del porto. Diverso è per Pisa, che ha sempre puntato a tenere aperto senza se e senza ma il suo unico sbocco alla Darsena.

«Fatto il collaudo – spiega ora dal cantiere l’ingegnere Gaetano Petrizzo, consulente della Navicelli Spa – le porte vinciane potranno aprirsi e chiudersi. Dalla prossima settimana sarà, quindi, messo in pratica l’accordo siglato lo scorso anno».

L’accordo dice che l’Autorità portuale è incaricata del monitoraggio dei fondali dell'alveo dello Scolmatore e della movimentazione dei sedimenti per garantire la navigabilità dei Navicelli. Al Comune di Pisa, attraverso la controllata Navicelli Spa, spettano invece l'apertura e la chiusura delle porte. Questo fino alla realizzazione della nuova foce armata dello Scolmatore, prevista «entro il 2014» sotto il coordinamento della Provincia di Pisa.

Nel frattempo l’Authority livornese ha appaltato a Sales il servizio di pulizia e dragaggio dei fondali nel fazzoletto di mare che divide lo Scolmatore dal porto: è infatti fondamentale che in attesa della foce armata i sedimenti non facciano di nuovo muro impedendo il movimento delle chiuse.

Curiosità: in questi giorni a seguire passo dopo passo la manutenzione delle porte c’è anche l’ingegnere trevigiano Michele Hirschler, che nel 1973 le ha viste nascere come capo reparto della ditta che operava all’incrocio tra le acque pisane e livornesi. «Le porte non sono state montate al contrario come dice qualcuno – sorride – ma è chiaro che sono state progettate per aprirsi e chiudersi senza il peso dei detriti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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