Gioco
Cittadini investigatori arrestati i fratelli spaccio
Droga al Limoncino, i residenti ai carabinieri: c’è un via vai sospetto Nelle tende sequestrati 50 grammi di cocaina e 1200 euro in contanti
LIVORNO. Si nascondevano in una tenda al Limoncino mimetizzata con il verde del bosco: all’interno custodivano 50 grammi di cocaina, 1200 euro in contanti, una bilancina di precisione e materiale per confezionare la roba. In manette Ciuae Nasry, 30 anni, e El Alami Nasry, 20.
Due marocchini che pare siano fratelli, anche se loro non confermano la parentela e dicono di non saper parlare l’italiano. Si tratta di due volti nuovi nel panorama dello spaccio in città e in Italia. I due infatti risultano incensurati.
Gli arresti dei carabinieri si aggiungono ai cinque avvenuti due giorni fa, sempre ad opera dei militari dell’Arma, nell’ambito dell’operazione “Colline sicure”, dal Romito al Gabbro.
L’ultimo blitz è scattato martedì sera intorno alle 20 al Limoncino quando i militari della Compagnia di Livorno, dopo due giorni di osservazione, hanno fatto irruzione nel verde.
I due, irregolari sul territorio nazionale, non hanno opposto resistenza e non hanno detto niente rispetto al loro arrivo in città. Ma i carabinieri non escludono che anche i due fratelli facciano parte del gruppo di pusher che viene da Viareggio.
I soldi trovati nella tenda e addosso ai due, sono di vario taglio, cosa che fa pensare agli investigatori che si tratti di denaro guadagnato dall’attività di spaccio. I carabinieri hanno sequestrato anche alcuni cellulari, strumento di “lavoro” per gli spacciatori. La droga invece, di buona qualità, era già divisa in dosi: sarebbe stata rivenduta a 50-60 euro per grammo. Quindi in tutto, i pusher avrebbero ricavato intorno ai 2-3000 euro.
I due, secondo quanto accertato dai militari del Nucleo operativo radiomobile, guidati dal capitano Claudio Gallù, spacciavano tra i boschi della Valle Benedetta. Una volta presi accordi con gli acquirenti, attirati tramite il passaparola, i pusher li aspettavano sulle soglie del bosco, prevalentemente di sera, per la consegna della roba in via riservata.
A dare l’allarme alle forze di polizia, sono stati i residenti, insospettiti e anche preoccupati per il continuo via vai. Gli stessi carabinieri, infatti, avevano allertato i cittadini di tenere gli occhi aperti e farsi vivi in caso di situazioni sospette.
Lunedì nelle prime ore della mattina era scattata un’altra andata di arresti tra le colline sopra la Cala del Leone e al Gabbro. In manette in quell’occasione, cinque marocchini, che ruotano intorno alla famiglia dei Jarmouni, molto attiva nella zona di Viareggio. Come spiegano i carabinieri, il ricambio di pusher nei boschi livornesi è continuo ed è difficile debellare il fenomeno. Controlli dei carabinieri anche al Cisternino.
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