Il Tirreno

Livorno

Le prove degli armatori contro Porto 2000

di Giulio Corsi
Le prove degli armatori contro Porto 2000

Escursioni a Bolgheri sponsorizzate dalla società e bus per Pisa e Firenze Ma Piccini si difende: «Tutto un equivoco, ho già chiarito con le compagnie»

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LIVORNO. Le prove che hanno fatto tremare la Porto 2000 e che hanno contribuito - insieme all’annosa questione degli ormeggi - alla fuga di 73 navi verso La Spezia sono un depliant per un’escursione a Bolgheri venduta a 59 euro, in cui il logo del terminalista livornese compare in bella evidenza nelle vesti di organizzatore. Poi una serie di foto in cui si ritraggono i pullman della City Sightseeing, la società di cui Porto 2000 è azionista, parcheggiati sottobordo con i loro cartelli “bus to Pisa” e “bus to Florence”. E ancora: un volantino, distribuito alla discesa degli shuttle-bus di Porto 2000, in cui si promuove un tour a Pompei, Sorrento e Positano per la tappa che i crocieristi scesi a Livorno effettueranno il giorno dopo a Napoli.

Possono essere bastati due foglietti e qualche bus posteggiato in banchina a convincere giganti del mare e del business come Royal Caribbean, Costa, Ibero Cruceiros a lasciare il nostro porto e dirigersi in Liguria? La risposta è sì. Soprattutto se, come sembra, a Livorno i pacchetti-escursioni organizzati dalle compagnie hanno subito nell’ultimo anno un calo del 15%.

A confermare la sostanza della questione è lo stesso Roberto Piccini, presidente di Porto 2000, finito nel ciclone per la fetta di mercato perduta dal nostro scalo in favore di La Spezia.

Piccini ribadisce la tesi che dieci giorni fa l’agente marittimo Guido Fanfani aveva lanciato sul Tirreno: «Sì è vero, gli armatori sono allarmati dalla voce secondo cui noi gli avremmo fatto concorrenza sleale nei pacchetti turistici», ammette il numero uno di Porto 2000.

Che conferma che nel mirino delle compagnie siano finiti quel depliant e quelle immagini dei bus della City Sightseeing in banchina, che Il Tirreno gli pone davanti come prove. «Quel materiale e altri rumor di questo tenore sono arrivati alle orecchie degli armatori e hanno creato scompiglio», dice Piccini. Precisando però, subito dopo, che si tratta di equivoci: «Non abbiamo mai fatto nessun tipo di concorrenza alle compagnie».

Davanti alle foto che gli mettiamo davanti Piccini ribatte trovando per ognuna di esse una giustificazione. La stessa che in questi giorni dice di aver fornito agli armatori. «Siamo stati molto impegnati a fare il giro delle compagnie per arginare una situazione che rischiava di deteriorarsi e devo dire che siamo riusciti a ricomporre i rapporti dimostrando la nostra assoluta buona fede», sottolinea Piccini.

Stando così le cose, la domanda nasce spontanea: possibile che gli armatori siano così ingenuamente caduti nell’equivoco? «Me lo sono chiesto anch’io - dice Piccini -. E la risposta che ho trovato è che di fronte alla politica di abbattimento dei prezzi delle crociere, il vero business ormai si sia spostato sul resto della filiera, dai prodotti a bordo, alle escursioni. E che dunque ci sia una sensibilità particolare a questi aspetti». Ancor di più se come dicevamo, la concorrenza nel porto di Livorno ha portato un calo del business del 15%.

Come si può vedere nelle foto qua sopra, le prove documentali non lascerebbero grandi dubbi sull’attività di tour operator di Porto 2000. Prendiamo il Tuscany Wine Tour, ad esempio: il logo della Porto 2000 è in bella evidenza a centro pagina, sotto l’immagine dei cipressi di Bolgheri e sopra gli orari di partenza e di arrivo. Sul retro il depliant mostra il tipico percorso dello shuttle bus, servizio sotto monopolio della Porto 2000, ben raffigurata dall’icona, nel suo tragitto dal porto commerciale a piazza del municipio.

Il depliant, secondo le testimonianze raccolte dal Tirreno, veniva distribuito l’anno scorso al gabbiotto della Porto 2000 posizionato in banchina, dove si vendono i biglietti per lo shuttle bus a 5 euro a passeggero per raggiungere piazza Grande. «Ma in ultima pagina c’è anche scritto che la biglietteria è presso l’ufficio turistico di via Pieroni - replica Piccini -. Quel logo è un riconoscimento istituzionale che il tour operator Its di San Vincenzo ci aveva chiesto, ma non abbiamo mai veicolato informazioni sugli shuttle o sottobordo. Ad ogni modo per evitare il ripetersi di un equivoco del genere, abbiamo stoppato la pubblicazione dei nostri loghi su qualsiasi altro volantino».

Piccini si difende anche sul fronte dei bus to Pisa e to Florence, venduti secondo la nostra ricostruzione dalla Porto2000 tramite City Sightseeing, partecipata al 37.5% dalla stessa Porto2000, al 37.5% dall'Atl, al 25% dalla City Sightseeing Italia, nel cui consiglio di amministrazione siedono, tra gli altri, Alfredo Fontana, presidente, e lo stesso Piccini, consigliere.

La pubblicizzazione dei transfer sarebbe avvenuta in banchina, a bordo dei bus e in piazza del municipio, dove avviene la vendita dei biglietti. La replica di Piccini: quei bus, pur marchiati City Sightseeing, sarebbero stati noleggiati dalla Cambiaso e Risso, chiamati a fare escursioni ufficiali dell’armatore. Anche qui però qualcosa non torna: le nostre foto, scattate in Darsena Toscana, sono datate 30 maggio 2012. Il noleggio a cui Piccini si riferisce è del 2011. E le incongruenze probabilmente sono finite sotto la lente degli stessi armatori.

Infine la storia del volantino per Napoli, scalo successivo a quello di Livorno. Qui Piccini ammette che qualcuno potrebbe essere salito abusivamente a bordo degli shuttlebus. «Si tratta di una società di Civitavecchia - spiega poi - che ci ha chiesto di mettere un banco sottobordo e chiaramente ha avuto risposta negativa. Allorché è andata a distribuire il suo materiale alla fermata degli shuttle ed è stata bloccata dai vigili urbani».

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