Sicurezza
Doveri è tornato ai domiciliari
Era entrato per la seconda volta alle Sughere l’8 febbraio
LIVORNO. L'imprenditore Giuseppe Beppe Doveri torna agli arresti domiciliari dopo oltre due mesi di carcere.
Lo ha deciso ieri il tribunale di Livorno che ha accolto l'istanza presentata nei giorni scorsi dai suoi legali, gli avvocati Massimo Girardi e Davide Lera.
Doveri era entrato per la seconda volta nel carcere delle Sughere l'8 febbraio scorso. Prima di allora era agli arresti domiciliari nella sua casa di piazza Attias, ma una telecamera posizionata sul pianerottolo lo aveva ripreso mentre usciva dall'appartamento per prendere la spesa, oppure mentre la compagna parlava con alcuni amici di Beppe oppure con persone rimaste coinvolte nel crac della società Turmar.
«Si scambiano informazioni in vista del processo», era stata la tesi del pubblico ministero che aveva già chiesto e ottenuto l'arresto di Doveri il 30 aprile di un anno fa con l'accusa di bancarotta fraudolenta.
Adesso, dunque, l'imprenditore può tornare a casa, ma visti i precedenti dovrà fare attenzione a come muoversi, cosa che anche i suoi avvocati gli hanno ripetuto. Potrebbe, infatti, bastare un passo falso perché il pubblico ministero Luca Masini, che ha condotto l'inchiesta Turmar, possa chiedere nuovamente l'inasprimento della misura cautelare.
Intanto è stata rinviata l'udienza in programma domani sul crac Turmar a causa di un impedimento di uno dei tre giudici che compongono il Collegio.
Federico Lazzotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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