La protesta
Radio 101 e Ministero in guerra per l’antenna
LIVORNO. È guerra legale tra Radio 101 e il ministero delle Comunicazione per il ponte radio nel paese dell’isola di Capraia. L’ultimo atto di una battaglia che inizia nel 1994 quando il ministero...
LIVORNO. È guerra legale tra Radio 101 e il ministero delle Comunicazione per il ponte radio nel paese dell’isola di Capraia. L’ultimo atto di una battaglia che inizia nel 1994 quando il ministero delle poste ha rilasciato a Novaradio Montecatini l’impianto, si è svolta nei giorni scorsi davanti al tribunale amministrativo di Firenze.
Negli anni poi la concessione è passata prima a “Lattemiele” e poi nel settembre 2005 alla società Monradio srl, proprietaria Radio 101.
Sono stati proprio i rappresentati legali della società a responsabilità limitata a fare ricorso al Tar dopo che il 2 ottobre del 2010 il ministero aveva disattivato l’impianto capraiese.
Secondo la ricostruzione spiegata nella sentenza depositata in cancelleria lo scorso 11 di aprile, l’ispettorato della Toscana, già nel 2001, aveva comunicato ai precedenti proprietari (Lattemiele Toscana) che l’impianto non poteva essere spostato dalla sua posizione originaria. Ad innescare questa necessità era stato, l’anno precedente, la comunicazione da parte del proprietario del terreno che aveva anche provveduto allo smantellamento dell’impianto.
Quattro anni più tardi, siamo nel luglio del 2004, la stessa società aveva fatto la medesima richiesta. Il senso era semplice: abbiamo acquistato i diritti per l’impianto e vogliamo sfruttarli fino in fondo cercando un’altra posizione sull’isola. Anche in quel caso però la risposta è stata negativa.
E così arriviamo al 7 settembre del 2005 quando all’Ispettorato del lavoro arriva la comunicazione che «l’emittente Radio 101 ha acquisito la concessione». Ma la risposta è semplice: «Il ripetitore è stato smantellato e non ha più i requisiti per essere messo in funzione».
Passa un altro anno e Monradio fa sapere che appena ha acquisito l’impianto «lo ha subito rimesso in servizio con le caratteristiche autorizzate all’indomani dell’acquisizione». La risposta del Ministero è categorica: «Nel periodo tra il 2002 e il 2005 era venuta meno la possibilità per la concessionaria di mantenere l’impianto in uno stato di corretto funzionamento e che dunque erano decadute le condizioni per le quali la concessione era stata rilasciata diffidando la società di riattivare l’impianto».
È su questa presa di posizione che i legali hanno fatto ricorso. Risultato? I giudici hanno dato ragione all’emittente che adesso dovrà trovare un luogo alternativo per mettere il ripetitore e accendere la radio su Capraia. (f.l.)
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