Il dolore
«Viviamo in case diroccate ma il Comune non fa nulla»
La rabbia degli abitanti di via Giordano Bruno a Fiorentina: «La demolizione del civico 14 è stata rinviata e i lavori agli altri edifici non partono»
LIVORNO. «Ci sentiamo abbandonati e ignorati dall’amministrazione comunale. Da febbraio chiediamo un incontro con il sindaco per parlare della nostra situazione ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta». C’è aria pesante in via Giordano Bruno, a Fiorentina. Di esasperazione. Il Comitato che riunisce le famiglie proprietarie degli alloggi che dovranno essere abbattuti e ricostruiti nell’ambito della variante Abitare Sociale, sono sul piede di guerra. Il motivo? «A febbraio di due anni fa – spiega Carlo Chegai del Comitato – ci era stato detto dal Comune che le abitazioni che avevamo comprato, dal civico 2 al 10, sarebbero state espropriate, una notizia che ci ha lasciato di stucco ma il fatto vergognoso è che gli ingegneri comunali hanno attribuito alle abitazioni un valore di stima inferiore rispetto al prezzo pagato da noi proprietari».
A questo primo problema se n’è aggiunto un altro: «Quello del reperimento dei fondi per avviare la riqualificazione – prosegue Chegai - dal Comune ci dissero che i lavori sarebbero partiti dall’edificio 14, che era il più degradato, per poi procedere con gli altri. Nel giro di pochi mesi l’immobile doveva essere liberato e a primavera di quest’anno sarebbe stato demolito ma nell’edificio abitano ancora due persone e non si sa quando sarà abbattuto. Nel frattempo speravamo di poter avere, in tempi brevi, risposte dal Comune su quando sarebbero partiti i lavori per gli altri edifici e sulla possibilità di effettuare nuove stime degli alloggi, magari con valutazioni fatte anche da ingegneri scelti da noi, ma tutte le nostre richieste sono state ignorate».
Il Comitato parla di una situazione insostenibile: «È tutto bloccato – dicono – lo scorso novembre fummo ricevuti dall’assessore Cantù che ci disse che i fondi iniziali, ai quali pensavano di poter attingere per la riqualificazione del complesso, non erano disponibili e che quelli recuperati servivano solo per l’edificio 14. Ma così si vengono a creare disparità, noi non siamo cittadini di serie B. L’assessore ci disse di risentirci a febbraio per sapere se c’era la disponibilità di finanziamenti statali. Abbiamo appreso sul Tirreno che quei finanziamenti che arrivavano dal “Piano nazionale per le città” sono andati a Firenze, ci chiediamo quindi che futuro ci aspetta».
Ma non finisce qui: i proprietari lamentano lo stato di degrado degli edifici: «L’asfalto del cortile non viene rifatto dal 1985 – prosegue Luca Mattei, presidente del Comitato - non possiamo fare i lavori perché ci hanno detto che non ci rimborsano i soldi, Casalp non intende effettuare alcun tipo di restauro e ultimamente circolano persone poco raccomandabili. Chiediamo un incontro con il sindaco per avere risposte certe su una questione che non può più essere rimandata. Siamo pronti anche a scendere in piazza».
Valeria Cappelletti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
