Il Tirreno

Livorno

Bagni aperti fino al 6 ottobre. I proprietari degli stabilimenti si spaccano

di Giulio Corsi
Bagni aperti fino al 6 ottobre. I proprietari degli stabilimenti si spaccano

La proposta dell'assessore Nebbiai: 15 giorni in più d'apertura. No secco di Pancaldi, Roma e Tirreno. I Fiume favorevoli. Lido e Pejani cercano il compromesso: facciamo fino al 30 settembre

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Stabilimenti aperti fino al 6 ottobre. E' la proposta lanciata dall'assessore al demanio Valter Nebbiai. Una rivoluzione per l'estate dei livornesi, abituati alla chiusura dei cancelli dei bagni il 20 settembre.

L'idea, di quelle che in un referendum raccoglierebbero praticamente il consenso assoluto, trova però un muro. E' quello dei proprietari degli stabilimenti che dicono no, con alcuni importanti distinguo. 

Contrari, anzi contrarissimi sono Pancaldi, Roma e Tirreno. Possibilisti Lido e Onde del Tirreno, favorevoli i Fiume.

Il fronte insomma è spaccato mentre Nebbiai spiega quanto detto in un colloquio informale a Gianfranco Giachetti, titolare dei bagni Tirreno e presidente dei balneari livornesi: "Prendo atto che ci saranno i sacrifici da parte delle imprese che gestiscono i bagni, ma sono convinto che sia necessario tenere i cancelli aperti per un periodo più lungo. E' un servizio per la città. Lo dico ora e li invito ad un tavolo con l’amministrazione per arrivare ad un accordo. E aggiungo che se capiterà la buona stagione, la chiusura del 20 settembre non sarà facile da far digerire ai livornesi". Spiegando:  "Non ho chiesto di stare aperti chsisà quanti mesi in più, non mi sembra di pretendere la luna, ma se davvero si vuol dare un servizio alla città, certi passi dovrebbero venire naturali".
 

Cosa succederà? Il fronte dei balneari potrebbe restare spaccato e alla fine ognuno potrebbe decidere in autonomia, come accade due anni fa per l’apertura invernale. Dunque potremmo vedere i Fiume aperti a ottobre e i Pancaldi chiusi. Oppure potrebbe accadere che a quel tavolo si trovi un compromesso, quello proposto da Walter Ganni e Riccardo Ganni, rispettivamente titolari di Onde del Tirreno e Lido, e che alla fine i bagni allunghino di una sola settimana la stagione in abbonamento, chiudendo il 29 settembre anziché il 22.

Di certo non sarà facile spostare dalla propria posizione Giorgio Bonaventura, storico proprietario dei Pancaldi. «Se Nebbiai viene ai Pancaldi gli faccio vedere i danni che abbiamo avuto e che stiamo cercando di sistemare prima che inizi la stagione - dice -. Siamo messi molto male e in questa situazione ora dovrei stare a pensare all’apertura di ottobre, novembre o dicembre? Guardi, per me se vogliono che apriamo tutto l’anno non c’è problema. Dipende dalle condizioni in cui vogliono trovare i bagni per il periodo estivo. Comunque io non ne so nulla. Mi sorprende che qualcuno prenda queste iniziative senza consultarci».

Ribadisce Giachetti (Tirreno): «Ma vi rendete conto che dal 22 maggio al 20 settembre ogni giorno ospitiamo 1800, 2000 persone, i Pancaldi addirittura 4000? Senza un giorno di ferie, di riposo, senza respirare mai? Il tutto per 160, 170 euro, praticamente un euro al giorno a persona. Non ce la facciamo più e questi ci chiedono di restare aperti altri 15 giorni».

Ma c’è anche chi la vede in maniera opposta: «Sono anni che sostengo che bisogna adeguare il servizio con il clima e le esigenze dei livornesi - dice Tito Neri, titolare dei bagni Fiume -. La primavera è subito calda e il 22 settembre la temperatura in genere è ancora alta. E noi invece chiudiamo. Io credo che anziché aprire d’inverno, dovremmo allungare la stagione, anticipando l’apertura per quanto i lavori di manutenzione lo consentono e posticipando la chiusura ad ottobre a tariffe invariate. Il mio sì c’è».

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