Sicurezza
E Protti si confonde tra i tifosi
Il Principe delle reti allo stadio. «Qui come appassionato»
LIVORNO. Igor Protti in mezzo ai tifosi, ma non dopo un gol o una vittoria, ma durante la cerimonia per l’intitolazione della gradinata dell’Armando Picchi a Piermario Morosini, morto su un campo di gioco a 25 anni con indosso la maglia amaranto. La voce della presenza del Principe delle reti si sparge quasi subito allo stadio.
«C’è Protti. Dove? L’ho visto entrare, ti giuro che è lui». Ma per oltre mezzora di lui nessuno vede traccia. Troppa gente sulle gradinate e I’ex capitano non è né tra le autorità, né tra gli invitati ufficiali. Così solo quando la folla un po si dirada che appare la figura di Protti. Capelli lunghi, pizzetto, pantaloni beige e maglioncino nero, occhiali da sole sulla testa e sciarpa intorno al collo. È l’addetto stampa del Livorno calcio ha scovarlo appoggiato alle tribunette della gradinata.
«Sono qui come semplice appassionato», risponde Protti quando il dirigente amaranto lo invita in mezzo alle autorità. Per convincerlo servono un paio di minuti, poi alla fine accetta. Il primo ad andargli incontro è il tecnico Davide Nicola. I due si abbracciano. Il tempo di fare due chiacchiere poi l’ex attaccante, capocannoniere in tutte le serie professionistiche fa un passo indietro. «Sono venuto da semplice appassionato», ripete prima di uscire dopo essersi fermato con un paio di tifosi per una foto ricordo.
In serata anche Gigi Bufon, portiere di Juve e nazionale ha reso omaggio a Morosini «ha riscattato una categoria, quella dei calciatori, perché ha dimostrato al mondo quanto possa contare la passione nelle discipline, aldilà dei soldi che un soggetto può guadagnare (meritatamente o immeritatamente) prima di giacere sul prato verde ha provato con un’immensa caparbietà e volontà, a rialzarsi una, due, tre volte prima di arrendersi definitivamente e l’ha fatto non perché guadagnava cento lire o un milione d’euro. L’ha fatto per un senso d’appartenenza alla propria maglia e una sorta di rispetto verso i suoi tifosi, suoi compagni e se stesso». (f.l.)
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