Gioco
Rossi al comitato «No legami tra fusti e delfini spiaggiati»
LIVORNO. «Secondo gli esperti sono da escludere correlazioni dirette tra lo spiaggiamento dei cetacei e la presenza nei fondali dei fusti tossici». È giunta la risposta del governatore toscano,...
LIVORNO. «Secondo gli esperti sono da escludere correlazioni dirette tra lo spiaggiamento dei cetacei e la presenza nei fondali dei fusti tossici». È giunta la risposta del governatore toscano, Enrico Rossi, alla lettera aperta inviata dai promotori della raccolta firme “Togliete quei bidoni”. Garibaldo Benifei, Fabio Canaccini, Francesco Gazzetti, Luca Papini e Marco Solimano esprimono la loro soddisfazione. «Il nostro messaggio – spiegano - sottolineava la necessità di rendere fruibili i risultati delle analisi condotte sul pescato nell’ambito del monitoraggio delle acque dopo l’incidente dell’Eurocargo Venezia». Rendere disponibili gli esiti delle indagini per tranquillizzare i cittadini e fugare ogni dubbio circa le connessioni tra la vicenda dei fusti tossici e gli episodi di spiaggiamento di delfini e cetacei, a proposito dei quali è lo stesso Rossi a specificare «l’ipotesi più attendibile al momento è che la causa della morte sia un virus abbastanza comune, reso più aggressivo dall’abbassamento delle difese immunitarie». Enrico Rossi ha accolto la richiesta di un incontro e assunto l’impegno di affrontare la partita dei bidoni, ancora aperta su troppi fronti.
Nella stessa direzione l’amministrazione comunale: Massimo Gulì, assessore all’ambiente e il dirigente Leonardo Gonnelli hanno ricevuto una delegazione per fare il punto della situazione. «Il delfino è una sorta di sentinella del benessere del mare - fa notare Marco Papini - Sono numerosi gli spiaggiamenti anche in Corsica». Un team di esperti francesi ha isolato tre ipotesi: la morte dei cetacei potrebbe essere imputabile al traffico marittimo, al cambiamento climatico o alla nutrizione degli animali. «Sarebbe opportuno aprire un confronto con gli esperti corsi», dice Papini.
Ma a destare nuova apprensione è la vicenda legata al programma di smaltimento delle acque della piscina di raffreddamento dell’ex reattore nucleare Cisam nel Canale dei Navicelli. Previo trattamento, le acque, che presentano tutte le caratteristiche tipiche della concentrazione di radionuclidi, saranno sversate nel canale e tramite lo Scolmatore raggiungeranno le coste livornesi. Sul sito di Arpat è apparso il resoconto sullo stato dell’arte del processo di decommisioning, ovvero di smantellamento del reattore. «In tutta questa fase – questa la denuncia del comitato – non risulta alcun coinvolgimento della Provincia o dell’amministrazione comunale livornese». Ecco che, i primi firmatari di “Togliete quei bidoni” si pongono alcune domande: «Vorremo capire se esistono precedenti in Italia, a quale tipo di trattamento saranno sottoposte le acque e dove avverrà lo sversamento. Ricordiamo che parallelamente al Canale dei Navicelli corre la tubazione dell’acqua che rifornisce Livorno». Sul tema potrebbe riferire domani Gulì, in sesta commissione consiliare.
Martina Corirossi
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