La manifestazione
Protesta web, assalto al sondaggio È sfida tra Gramsci e Modigliani
Dietro il flusso anomalo dei voti per Gramsci la contestazione dei giovani del centro sociale «La città non può lavarsi la coscienza: Modì messo ai margini così come tanti senza casa»
LIVORNO. Le anomalie nel flusso dei voti nella "finalissima" del sondaggio per dare un nome al PalaLivorno rinato, i tecnici informatici del Tirreno le avevano rilevate notando che Gramsci si era improvvisamente avvicinato Modigliani: in appena tre ore aveva raccolto un quantitativo di voti analogo a quelli totalizzati in precedenza nell'arco di un mese. In tre soli giorni sono arrivati poco meno di 2400 voti: con un testa a testa che ora vede avanti Modì (53%) ma con uno scarto tale che l'altro candidato, il leader comunista di "Quaderni del carcere", non è ancora fuori gioco.
Attacco rivendicato. Ieri gli antagonisti dell'ex Caserma Occupata hanno rivendicato l'assalto informatico come forma di protesta: nel mirino non il sondaggio in sé né il palasport bensì – è stato sottolineato – l'idea che Livorno potesse pensare di saldare il debito con l'artista "maledetto", incompreso e messo ai margini, fino a costringerlo a emigrare a Parigi.
Macché omaggio a Modigliani, dicono dall'ex Caserma di via Adriana ribattezzando la propria contestazione via web come «resistenza telematica»: «Sebbene la città che diede i natali a Modigliani da sempre rivendichi fieramente una sorta di paternità spirituale ed artistica sull'artista, tutti sappiamo cosa Livorno abbia rappresentato per Modigliani: un inferno».
Come gli emarginati di oggi. Da qui i giovani antagonisti fanno nascere un parallelismo con altri figli di una città che nei loro riguardi si comporta da matrigna: «Oggi decine di famiglie si trovano senza casa a Livorno. Come allora, sono molti oggi i Modigliani che ricevono un trattamento ingiusto dalla propria città. Tutti i livornesi che sono stati gettati su un marciapiede o che hanno perso un lavoro sono dei contemporanei Modigliani. Figli che Livorno disconosce ed allontana verso un'esistenza drammatica». Nel mirino «il regno piddino e la sua corte» che cerca di «rovesciare la medaglia trasformando le vittime delle proprie disfatte nei simboli di una rinascita impossibile». Invece no, dicono i protagonisti di quest'assalto web per dare l'altolà all'ipotesi che «Livorno faccia propria la figura di Modigliani, che si vanti e fregi di chissà quale diritto storico sull'artista, come è un dovere iscritto nella lotta organizzare chi è per strada verso la riappropriazione di un diritto e di un tetto».
Il boicottaggio. L'ex Caserma sottolinea che questi motivi cl'hanno spinta a organizzare un boicottaggio del sondaggio votando «numerose volte per Gramsci». E conclude: «Qualsiasi livornese cosciente e con un minimo di senso critico non si permetterebbe di votare Modigliani nel sondaggio succitato: Livorno non merita Modigliani, o meglio, oggi come allora, i livornesi non meritano questa Livorno».
Dopo le verifiche. I controlli dei tecnici del Tirreno e del Gruppo Espresso avevano messo in rilievo che non sono state utilizzate procedure informatiche automatizzate per alterare il voto: peraltro, come segnalato anche da alcuni lettori giovedì i consensi per Gramsci erano balzati dai 160 voti del mattino ai 721 delle 17,59. Nel frattempo è stato inserito anche il codice captcha per ostacolare il flusso di eventuali voti anomali a ripetizione.
Un biglietto da visita. La vicenda, però, a questo punto esce dai confini della curiosità per mettere sul tavolo una questione ad alto tasso simbolico. In concreto: dal duello Modigliani-Gramsci uscirà il nome che il palasport avrà nei prossimi vent’anni: un marchio e un biglietto da visita per Livorno davanti agli occhi dell’Italia. Lo dice il gran numero di votanti: c’è interesse attorno al PalaLivorno che verrà, c’è interesse attorno all’identikit che vorrà avere attraverso il nome.
«Io gestore voto Grmasci». È una questione che mette in rilievo anche uno degli esponenti del team di gestione del palasport in zona Porta a Terra: Massimo Gramigni annuncia il proprio voto per Gramsci (come riportiamo a parte).
Matergi: sì al leader comunista. Ma su questa vicenda intervengono anche altre campane. A cominciare da quella di Lucia Matergi, consigliera regionale Pd e presidente dell’Istituto Gramsci di Grosseto: ben venga una consultazione via web per coinvolgere un’ampia platea nella decisione («alla base c'è la consapevolezza che nominare le cose significhi indicarne il valore, definirne il senso»). Ma, pur «con tutta l'ammirazione e il rispetto per l'autorevole Modì, uno degli artisti più amati e divulgati del nostro Novecento pittorico, e figura certo più neutra e meno scomoda nei nostri tempi politicamente assai timidi», Matergi si schiera per Gramsci: un «piccolo uomo, tanto esigente prima di tutto con se stesso, coraggioso fino a riuscire a superare tante prigioni, da quella della malattia deformante con cui convisse a quella del carcere fascista», potrebbe oggi indicare «strade inaspettate di innovazione» per «l'originalità e l'indipendenza delle posizioni, pur all'interno di un partito fondato e creduto».
Latorraca: meglio Modì. Sempre in casa Pd ma da Palazzo civico arriva la voce di Alessandro Latorraca, che auspica che anche il consiglio comunale possa dire la sua. Lo dice schierandosi per Modigliani: una «figura complessa e poco apprezzata dall'intellighenzia "borgatara" della sua città». Lui ha «illuminato l'animo umano»: starsene davanti ad una sua linea «apre spazi e mondi interiori che nessuno in età moderna ha potuto eguagliare». Invece Gramsci «non potrà mai rappresentare l'unanimità e non potrà essere richiamo di una intera comunità cittadina. Sono sicuro che neanche lo vorrebbe».
Secondo Latorraca, l’intellettuale comunista «non può indossare comunque i panni di interlocutore per una intera comunità cittadina nella quale solo la casualità della storia lo ha condotto» mentre, al contrario, Amedeo Modigliani incarna ancora oggi «un certo spirito della sua città amata e odiata e comunque per il fatto che questa città gli abbia dato i natali, solo per questo, lui l'ha ripagata portandola nella storia».
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