Gioco
Ciao Naretto, compagno di una vita
È morto a 84 anni Mario Chiellini, oggi bandiere rosse per l’addio
LIVORNO. Negli ultimi giorni la malattia gli impediva anche di parlare, ma Mario Chiellini, che tutti in città conoscevano come “Naretto”, ha avuto la forza di condividere il suo sdegno verso la piega che stava prendendo la politica. «Ce l’aveva con Grillo e Berlusconi, ma le parole che ha usato - dice il figlio mentre singhiozza e sorride - è meglio non ripeterle».
Naretto, figlio di Narciso (nome che ha dato anche al figlio) è nato con il Partito comunista e con quell’idea che era passione, senso di appartenenza, e ragione di vita era cresciuto. «Prima ha fatto il metalmeccanico, poi era entrato in ospedale: portiere prima nel reparto di maternità poi a ginecologia». Ma la sua vera missione era il Partito. Quando il Pci scomparve entro in Rifondazione. Oggi per ricordala i suoi compagni hanno organizzato un corteo che dalla camera mortuaria arriverà all’incrocio di via provinciale pisana: pugni chiusi e bandiere rosse.
«Al termine di una malattia vigliacca ed ingiusta, è scomparso a 84 anni Naretto Chiellini, compagno impareggiabile, generoso, schietto e coerente», spiegano.
«Ci mancherà la sua forza, il suo giovanile entusiasmo, la sua irrefrenabile voglia di lavorare per far avanzare gli ideali di giustizia e di liberazione in cui credeva da sempre».
Naretto era amato e apprezzato, soprattutto nel quartiere di Colline, da quanti gli riconoscevano le qualità umane e l'impegno costante a favore degli altri e contro le ingiustizie. «Molti di noi - scrivono - hanno potuto provare il suo affetto paterno, l'incoraggiamento costante ad andare avanti per proseguire il lavoro di una generazione unica. È per noi una perdita durissima. Pensiamo gli sarebbe piaciuto sapere che i suoi compagni continueranno a combattere per quegli stessi valori ed idee per cui lui ha speso la sua vita. Quando già il male gli spezzava la voce, le sue ultime parole ribadivano l'impegno per ogni comunista a non venire mai meno all'impegno per quella coerenza di pensiero e comportamento che lui con la sua vita ci ha dimostrato».
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