Il Tirreno

Livorno

Lo stop agli scooter tra caos e polemiche

Lo stop agli scooter tra caos e polemiche

Ma i residenti esultano: era l’ora, rumore insopportabile

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LIVORNO. Gli abitanti della zona sono soddisfatti. Gli scooteristi, invece, sono imbestialiti. E anche chi va in bicicletta si lamenta un po’. Stati d’animo differenti di fronte alla chiusura del sottopasso ferroviario di via di Salviano ai motocicli, con tanto di installazione di dissuasori alle rampe d’accesso.

Un provvedimento che molti livornesi hanno scoperto dalla sera alla mattina: il Comune ha infatti comunicato il provvedimento mercoledì e ieri mattina di buon’ora erano già “spuntati” i dissuasori: la gran parte di motociclisti e scooteristi sono rimasti a dir poco sorpresi e sono stati costretti a compiere improbabili retromarce. Ma anche i ciclisti qualche problema lo hanno incontrato: per fare lo slalom tra i “paletti”, sono infatti dovuti scendere e spingere la bici a mano. Il tutto di fronte agli sguardi incuriositi dei pedoni. Insomma, un gran caos. Solo nel pomeriggio i vigili urbani si sono piazzati davanti al sottopasso per riordinare la situazione.

Il sottopasso, che collega la lunga via di Salviano, sia dalla parte di chi proviene dai quartieri della Leccia e della Scopaia e sia dalla parte di chi proviene da Coteto e da Colline, unendo di fatto la zona est della città, è stato interdetto al transito dei motocicli dall'amministrazione comunale sulla base dei rilevamenti e delle valutazioni che Arpat ha effettuato nella zona per misurare i livelli di inquinamento ambientale ed acustico: problemi di cui molti residenti si lamentavano. L’improvvisa chiusura a, ha causato una spaccatura tra gli abitanti della zona e fra coloro - numerosi -che ogni giorni circolano da quel sottopasso. I residenti, ovviam ente, sono coloro che tirano un respiro di sollievo. «Sono contenta – racconta Simona che da cinque anni vive in via di Salviano – per questa decisione. Sono mamma di una bambina che frequenta la prima elementare e per portare mia figlia a scuola, alle Collodi attraverso il sottopasso. Una piccola tragedia che si ripete ogni mattina: a metà del sottopasso, infatti, non si respira a causa del gas di scarico dei motorini, che passavano anche a tutta velocità. Ora, finalmente, posso andare a scuola tranquillamente».

»All'inizio – spiega un altro residente della zona – il sottopasso doveva essere esclusivamente attraversato dai pedoni e dalle biciclette, ma poi i motorini hanno preso il sopravvento. Durante la notte, non possiamo tenere le finestre aperte a causa del forte rumore...» La segnalazione all'Arpat, ci raccontano, è partita dagli stessi residenti, esasperati dal rumore e dallo smog di cui i motocicli erano la causa. Ma i conducenti di scooter, che ieri mattina hanno dovuto fare inversione, contestano il provvedimento. «Dovevano avvisarci per tempo» urla un signore in sella a un ciclomotore che, non accortosi del cartello di divieto posto all'inizio del sottopasso, è dovuto tornare indietro con il proprio motorino. Molti, infatti, sono state le persone che, inconsapevoli dell'improvvisa chiusura, hanno dovuto scendere dai propri mezzi per risalire dal sottopasso imboccato e fare marcia indietro. «La chiusura mi penalizza – racconta Alessandra, residente a Salviano dal'72 – perché mi obbliga a fare un giro più lungo. Per andare a fare la spesa, all'Ipercoop o al Penny, dovrò passare per la stazione o per l'altro sottopasso, quello di Coteto». Ma il malcontento proviene anche da tanti ciclisti: i dissuasori, infatti, lasciano pochissimo spazio e impediscono il passaggio delle biciclette. E così è scattata la contestazione. “Venti metri alle vostre spalle, raccolta firme per riapertura sottopasso”. Così recita il cartello che Fortunato Larocca, proprietario dell'officina Fuori Giri di via di Salviano, ha appeso in prossimità del sottopasso. Una vera e propria petizione estemporane che, in poco tempo, ha raccolto il consenso e la partecipazione di decine di persone provenienti da tutto il quartiere. "La chiusura del sottopasso – spiega Larocca – costituisce un disagio perché costringe le persone a fare un percorso più lungo: percorrere la Variante o imboccare la strada che costeggia Ideal Bimbo e che, spesso, porta all'alta velocità. Per non parlare della perdita di lavoro che questa decisione potrebbe comportare per me e per gli altri negozi che si trovano in zona».

Rosanna Harper

Alessandro Guarducci

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