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Livorno

Sottopasso di Salviano: 350 firme contro lo stop ai motorini

Sottopasso di Salviano: 350 firme contro lo stop ai motorini

Il Comune ha preso il provvedimento per ridurre il rumore nella zona, ma gli scooteristi non ci stanno. Tramonti, consigliere comunale Pd: "sospendete l'ordinanza". Ma i residenti esultano

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Oltre 350 firme raccolte in meno di un giorno contro la chiusura del sottopasso ferroviario di via di Salviano. L'intervento per interdire a motocicli e ciclomotori l'accesso è stato completato, ma le polemiche per la decisione non accennano a diminuirsi. Così all'officina distante pochi metri dal "tratto incriminato" si assiste al via-vai di persone che, munite di documento, lasciano la propria firma per protestare contro il provvedimento.

Provvedimento che, - come ha spiegato l’amministrazione in una nota - “si inserisce nell'ambito delle politiche del Comune per il risanamento acustico”.

Il sottopasso, spiega infatti il Comune, “per le sue dimensioni non era accessibile alle automobili. Veniva invece percorso, oltre che dai pedoni e dai ciclisti, anche dai motociclisti, ma il rimbombo dei motori produceva un inquinamento acustico rilevabile anche nelle vicine abitazioni”.

Come spiegano dall'ufficio Strategie Ambientali del Comune, “un'indagine condotta da Arpat per valutare le emissioni acustiche era giunta alla conclusione che il livello del rumore superava i limiti consentiti dalla normativa sia di giorno che di notte, a causa del passaggio dei mezzi a motore”.

“Dopo ampie e approfondite valutazioni - specificano i tecnici dell'Ufficio Strategie Ambientali - è stata accertata la non fattibilità tecnica di interventi strutturali per l'abbattimento dell'inquinamento acustico (quali l'installazione di pannelli fonoassorbenti)”. Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di interdire, tramite appositi dissuasori che sono in corso di installazione, il transito alle moto. Ma il divieto, comparso a sorpresa, ha spiazzato e fatto arrabbiare gli scooteristi: il sottopasso rappresentava per loro una “scorciatoia”, mentre d’ora in poi saranno costretti a fare un lungo giro per superare la ferrovia. Decine e decine di scooteristi hanno perciò dovuto fare dietro front. Ed è già polemica.

“Nel sottopasso - spiega il Comune - rimarranno gli attuali due distinti percorsi: uno riservato ai pedoni, l'altro riservato esclusivamente alle biciclette”. Il fatto è che i dissuasori sono installati in modo tale da costringere anche i ciclisti a scendere di sella e ad andare a piedi...

Intanto Adriano Tramonti, consigliere comunale del Pd, chiede la sospensione dell'ordinanza: "Anche la Circoscrizione 4 non è d'accordo a chiudere il sottopasso agli scooter".

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