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Livorno

Piccini chiude ai portuali «I passeggeri li facciamo noi»

di Giulio Corsi
Piccini chiude ai portuali «I passeggeri li facciamo noi»

Per Porto 2000 le accuse di concorrenza ai tour operator sono «polemichette» Ma il presidente ammette: Costa e Royal Caribbean hanno voluto chiarimenti

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LIVORNO. Roberto Piccini, presidente di Porto 2000: 73 scali persi per il 2013 significa quasi il 20 per cento del traffico dell'anno scorso andato in fumo. Che cosa sta succedendo al porto di Livorno?

Dobbiamo partire da un fatto: il 2012 è stato un anno record. Nelle condizioni in cui eravamo e in cui siamo ancora oggi, abbiamo fatto il massimo. Una stagione perfetta, che però ci ha portato alla saturazione. E in queste condizioni un calo poteva starci.

Ma qui spariscono navi a colpi di trenta alla volta. Sembra più un tracollo che una discesa fisiologica della curva.

Non sono d'accordo. Non c'è tracollo e tantomeno è il caso di parlare di Caporetto come fa qualcuno. Accoglieremo 411 navi anche quest'anno. E supereremo i 900mila passeggeri. La città piange ma non è che in tre mesi abbiamo cancellato i grandi meriti dell'anno scorso. Abbiamo problemi di crescita non di decrescita, altrimenti avremmo avuto le banchine vuote.

Ma lei non è preoccupato?

Preoccupato? Sono attento. Voglio sfruttare tutte le potenzialità che il nostro scalo possiede. E dico che se riusciremo a sfruttarle mettendo in campo una strategia efficace il trend tornerà a crescere. Altrimenti sì, sarà un grosso problema e ci sarà da preoccuparsi.

La strategia efficace quale sarebbe?

Serve un colpo di reni. Il 2013 deve segnare l'anno del cambio di passo e dei messaggi positivi. Dobbiamo dire agli armatori che avranno garanzia degli ormeggi, che stiamo sistemando le banchine e che avremo il terminal. E fare tutto questo indicando i tempi.

E' ciò che ha fatto La Spezia. Ma oggi davvero possono bastare una promessa e un rendering per convincere le grandi compagnie a lasciare Livorno oppure a tornarvi?

La Spezia si è presentata così: hanno promesso una banchina entro aprile e l'hanno realizzata. Nel frattempo hanno garantito che entro il 2017 l'area crociere sarà pronta. Avete letto cosa ha detto il direttore commerciale di Costa, Tavella? "Forcieri (il presidente della Port Authoroty spezzina, ndr) ci ha fatto vedere lo sforzo compiuto per realizzare infrastrutture e servizi crocieristici in tempo per il primo scalo di Costa Classica". E' questo ciò che vogliono gli armatori. E chi ha scelto La Spezia l'ha dimostrato.

L'impressione però è che anziché una corsa verso La Spezia sia in atto una fuga da Livorno, visto che il porto ligure a oggi può offrire soltanto una banchina alle grandi compagnie insieme a tanti bei propositi.

Non è così. Ripeto: non è che in tre mesi abbiamo cancellato tutto il nostro record e annullato il nostro appeal.

Tre mesi fa però non c'era un'alternativa a Livorno per fare da porta d'accesso alla Toscana. Ora che l'alternativa c'è ecco che in tanti la sfruttano accettando di trasferirsi in uno scalo che ha un terminal approntato in soli 10 giorni e una sola banchina…

Questo è vero, prima non c'era alternativa, non c'era Spezia né c'era Carrara. Ma è proprio perché la concorrenza c'è, che Livorno ora deve fare una buona offerta per poter essere competitiva sul mercato, puntando sulla qualità.

Fuga o non fuga, una domanda resta senza risposta: che cos'ha oggi il porto ligure in più rispetto al nostro?

Niente, non ha niente di più. C'è un moto di interesse verso quello scalo, dove Forcieri ha presentato una serie di impegni, che finora ha saputo mantenere. Gli armatori gli hanno creduto e bisogna dire che ha giocato bene anche la vendita insieme alla Toscana delle Cinque Terre. Anche se ho dubbi su quanto La Spezia possa essere davvero considerata un valido accesso alla nostra regione.

Solo questo?

Diciamo che ha giocato anche il fatto che da qualche parte si è denigrato Livorno.

Sta accusando Forcieri?

Assolutamente no. Lui ha giocato onestamente.

E allora chi?

Beh, ci può stare che in una competizione qualcuno usi anche armi poco leali.

Si riferisce alla storia della concorrenza sleale che Porto 2000 avrebbe fatto alle compagnie e ai grandi tour operator e che secondo Guido Fanfani e una serie di agenti marittimi sarebbe concausa dell'addio delle 73 navi?

Quella storia è una polemichetta. Noi non siamo né tour operator, né agenti di viaggio. E figuriamoci se ci metteremmo a fare concorrenza agli armatori. Il nostro mestiere è un altro. Qualcuno ha voluto denigrarci.

Si riferisce a Fanfani?

No, non è Fanfani. Lui ha riportato una voce che purtroppo gira. Ma è una voce falsa.

Il problema è che è arrivata alle orecchie delle grandi compagnie. Ci avete parlato per spiegargli la vostra posizione?

Sì, abbiamo chiarito tutto agli armatori.

Allora è vero che in varie compagnie c'era questo malumore. Chi vi ha chiesto chiarimenti sui pacchetti turistici?

Costa e Royal Caribbean hanno voluto approfondimenti e noi gli abbiamo spiegato che nei nostri compiti c'è anche quello di valorizzare il nostro territorio, con una promozione istituzionale. L'abbiamo fatto anche a Miami, presentando le eccellenze livornesi. Per come la intendo io tra le funzioni di Porto 2000 c'è quella di stare dalla parte di Livorno per valorizzare il territorio, creare posti di lavoro, favorire una ricaduta economica nel rispetto del lavoro di tutti.

Dunque non è vero che sugli shuttle bus venivano venduti pacchetti turistici in concorrenza con le navi e i tour operator legati agli armatori?

Noi non abbiamo mai consentito a nessuno di salire sugli shuttle bus. Abbiamo solo fatto opera di moralizzazione di una gestione che era stata sottratta al controllo pubblico. Furono segnalate a suo tempo proteste dei passeggeri che non si sentivano tutelati. Noi abbiamo ripristinato la moralità e la legalità nel settore.

Questo chiarimento con Costa e Royal Caribbean tuttavia non ha sortito effetti: il presidente dell'Autorità portuale di La Spezia lunedì ha sostenuto al Tirreno che nonostante l'overbooking continuano ad arrivargli richieste di accosto.

Questo lo dice lui, bisogna vedere quanto corrisponde a realtà.

Di certo la realtà dice che 73 toccate sono andate perse. Se i tour operator non c'entravano niente e con le compagnie è stato tutto chiarito, le cause sono solo nella programmazione?

Guardi, il problema fondamentale risiede in una domanda: può il porto di Livorno nel 2013 con le sue oltre 400 navi, presentasi al mondo insieme a La Spezia, Civitavecchia, Salerno e competere viste le grandi potenzialità che possiede come ambasciatore della Toscana, dicendo agli armatori che abbiamo delle banchine, che prepariamo delle infrastrutture, che c'è un cronoprogramma per mettere in pratica le fasi funzionali del piano operativo triennale? Penso al Molo Italia nord, alla banchina 75 della Porta a Mare, alla resecazione della Calata Orlando, alla realizzazione di capannoni su area MK ed alla gestione delle aree 46 e 47. Linee che si ritrovano nei contenuti programmatici del Pot che ha bisogno di essere posto in esercizio da subito. Io penso che tutte queste cose possiamo farle.

Sta suonando il campanello di palazzo Rosciano?

L'Autorità Portuale dovrebbe dare garanzia agli armatori che sancirà la priorità agli ormeggi già programmati e con l'avvio dell'escavo del Molo Italia prevederà di non penalizzare le merci varie. Se ciò avverrà ci presenteremo in maniera convincente alle compagnie. E' il messaggio che stiamo cercando di far passare ma anche stamani (ieri, ndr) ci siamo trovati davanti a un problema per la concomitanza della Grand Celebrity e della Sovereign. Per fortuna siamo riusciti a risolverlo: la prima andrà alla calata Sgarallino, l’altra all’Alto Fondale.

Il problema però non sembra riguardare solo gli attracchi non programmabili. L’addio di Ibero Cruceros che ha spostato 32 sbarchi a La Spezia, ha creato nuovi dubbi: la compagnia spagnola usa navi di 220 metri che stanno benissimo sulle vostre banchine e dunque a Livorno non avrebbero mai problemi di spazio. Come spiega questa scelta?

Francamente non me la sono spiegata. No, non lo so. Non riesco a capire.

Torniamo all’Alto Fondale: come pensa di gestire la convivenza con le merci?

Rispettando le peculiarità e senza mortificare nessuna attività.

Significa concedere uno spazio nel traffico passeggeri anche ai terminalisti?

Tutti dobbiamo restare uniti, in una comunità portuale che metta da parte le visioni ristrette e guardi agli interessi più larghi.

Un messaggio ai portuali?

Sì.

Ma in questa unione di intenti che - in attesa che le opere vengano completate - darebbe a Porto 2000 la possibilità di usufruire di banchine che hanno in concessione altri, che cosa spetta ai terminalisti? A La Spezia la Speter, concessionario del molo Garibaldi, ha gestito il primo sbarco di Costa Classica. Si può pensare una cosa simile qui?

Quando la Porto 2000 è costretta ad andare su un’altra banchina trasporta la sua organizzazione, a partire dalla sicurezza. Deve farlo perché nessun altro potrebbe fare la nostra attività.

Ma a La Spezia succede. E anche a Salerno.

Ci sono servizi che già facciamo insieme con i terminalisti, come per esempio l’imbarco del vettovagliamento e altre operazioni in cui la sinergia è possibilissima. Ma ribadisco che la nostra attività non è un’operazione portuale, noi non siamo articoli 16 né articoli 18, non movimentiamo merci. Noi non ci sogniamo di fare i contenitori, ma nessun altro può pensare di fare i passeggeri. Altrimenti sarebbe una giungla.

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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