Sicurezza
«Continuano ad arrivarci richieste»
Forcieri: nessuno scippo, il mercato decide e ci sta dando ragione
DALL’INVIATO A LA SPEZIA. Lorenzo Forcieri, presidente dell’Autorità Portuale di La Spezia: cos’ha in più il suo porto rispetto a Livorno?
La Spezia è uno scalo efficiente e competitivo per le merci, e questo è riconosciuto da tutti. Credo che questi giudizi abbiano creato anche nelle compagnie che fanno crociere le stesse aspettative di qualità. Su Livorno non spetta a me esprimermi.
Ma qualcosa che non va nello scalo labronico dovrà pur esserci se due grandi armatori hanno deciso di lasciare e in meno di un mese 73 scali hanno traslocato da voi.
Non capisco questa meraviglia per il fatto che siamo presenti nel business delle crociere. Finora potevamo vantare soltanto un pontile galleggiante e ricevere i passeggeri usando i tender. Adesso abbiamo superato questa situazione, ultimando una banchina in tempi record, e molte compagnie hanno apprezzato.
E’ stato uno scippo come dice qualcuno?
Ma quale scippo. Non c’è nessuna guerra di tariffe e non siamo andati in giro a dire di non andare a Livorno. E’ il mercato che decide. E ora sta dicendo che bisogna abituarsi a ragionare pensando alla Spezia come attore delle crociere.
Come nasce questa accelerazione verso un settore che non ha mai caratterizzato particolarmente il suo porto?
Ci siamo attrezzati davanti alle numerose e ripetute richieste che provenivano dalle compagnie. Come tutti gli altri porti abbiamo partecipato agli incontri con le compagnie ma in realtà che non ci siamo neanche presentati singolarmente ma come Porti della Liguria.
Pensa che Livorno abbia sottovalutato le richieste che avete ricevuto e di cui era a conoscenza?
Due anni fa contavamo 110mila crocieristi, l’anno scorso siamo scesi a 40mila perché le navi non volevano stare in rada. E’ anche per questo che Livorno è cresciuta. Davanti al dimezzamento dei nostri passeggeri mi sono trovato ad un bivio: c’era il rischio di perdere completamente questo mercato oppure di segnare una svolta. Abbiamo scelto la svolta. Senza mai gridare allo scippo.
C’è chi sostiene che lei abbia convinto molti armatori a optare per La Spezia vendendo un bellissimo progetto che però forse resterà sulla carta.
Il piano regolatore del porto è legge, frutto di un lungo percorso di concertazione. Va attuato nel rispetto delle prescrizioni, delle garanzie per chi è chiamato ricollocarsi e per chi intende invece investire. Siamo già slittati dal 2016 al 2017. I problemi per le opere pubbliche li conosciamo, le lungaggini burocratiche ci saranno, ma abbiamo fatto delle previsioni e andiamo avanti per la nostra strada. Intanto abbiamo dimostrato che il molo Garibaldi è stato realizzato come avevamo promesso. Sono fatti. Il nuovo molo crociere partirà nel 2014 e finirà nel 2017.
Con una sola banchina, seppur immensa, non rischiate quei problemi di programmazione che sono tra le principali imputazioni rivolte a Livorno?
Da quando si è saputo che c’era disponibilità di una banchina, non facciamo che ricevere richieste di ormeggio, tanto che siamo già in overbooking e in alcune situazioni non sapremo come rispondere.
Significa che dovrete dire dei no?
Abbiamo già detto di no a chi a marzo ci ha chiesto un approdo perché non eravamo in grado di soddisfarlo. Adesso stiamo cercando di trovare soluzioni. D’altra parte anche se abbiamo 620 metri di banchina, non possiamo mettere vicine due navi da 340 metri. Anche nel 2017 prevediamo comunque un molo e 2 accosti.
Come ha convinto i terminalisti a dare un’importante banchina al traffico passeggeri?
Il successo del nostro porto sta nel mix di funzioni. Il nuovo corso è previsto nel Prp. Ora la Garibaldi è dedicata esclusivamente alle crociere: ammetto che sottrarla alle merci non è stato facile.
Il suo mandato è in scadenza: il progetto crociere è a rischio?
Considerando che la nomina non viene fatta da un livornese sono ottimista di essere confermato.
Giulio Corsi
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