Gioco
Tra sale d’attesa chiuse e infiltrazioni nei corridoi
Da quattro anni sui binari ci sono le carrozze bruciate e occupate da clochard All’interno porte incerottate e una vasca d’acqua stagnante piena di rifiuti
LIVORNO. Come biglietto da visita fa poco onore alla città. Alla stazione di Livorno regna il degrado. Le sale d’attesa sono chiuse, ci sono solo due gelidi locali di passaggio a disposizione dei viaggiatori. Il deposito bagagli c’è ma è inutilizzato. Le porte sono tutte rotte, incerottate e con il legno mangiato. Una grossa infiltrazione determina una poco rassicurante pioggia di calcinacci nel corridoio di ingresso. Per non parlare di una fontana di acqua stagnante profonda due metri, che viene usata come pattumiera, che si trova lungo il binario 1, accanto alla polfer. Una situazione di abbandono totale. A cui si aggiunge la “ciliegina” (si fa per dire) sulla torta: le due carrozze abbandonate sui binari morti a cui si accede da via Masi, sono sempre lì, ormai da quattro anni. Sono le stesse che presero fuoco la scorsa estate, forse a causa di una sigaretta lasciata accesa da un magrebino che vi abitava all’interno. Da allora, la presenza dei senzafissadimora è diminuita in quanto le carrozze sono diventate impraticabili, come spiega la polfer. Gli agenti hanno comunicato più volte al dipartimento centrale della polfer di Firenze la presenza dei due convogli che oltre che brutti sono anche pericolosi. Ma finora non s’è mosso nulla.
Basta fare un giretto alla stazione per rendersi conto dello stato increscioso in cui versa. Gli ingressi sono tutti rovinati: porte di legno consunto e vetri spaccati. Le macchinette per obliterare i biglietti spesso non vanno e a volte non funzionano neanche i monitor che indicano arrivi e partenze. «L’altra mattina ho dovuto controllare il binario al cartellone cartaceo, sperando che non ci fossero variazioni», dice una cittadina. Inoltre, in corrispondenza di uno degli ingressi tra il bar e la sala della biglietteria, c’è un’infiltrazione tanto vasta che il pavimento sottostante è tutto bianco, a causa dei pezzettini di intonaco che cadono regolarmente.
Se si procede la passeggiata e si va sul binario 1, si potrà notare sulla sinistra (lato polfer) la singolare fontana di acqua ferma, in quanto il tubo è intasato. Dall’altro lato invece, a sud, c’è una strana struttura coperta che viene utilizzata dai senzatetto come ricovero proprio perché è riparata. Accanto, si apre un binario pieno di sporcizia e di buste piene di oggetti usati dai clochard.
All’esterno la situazione non è migliore. E segni della trascuratezza sono evidenti, ai limiti del ridicolo: in corrispondenza dell’accesso al parcheggio, prima di arrivare alla stazione, da un lato c’è il cartello “Parcheggio-parking” con la freccia, dall’altro invece si può notare il divieto d’accesso “eccetto carico scarico”. All’interno poi c’è un altro segnale che invita a stare attenti alla sbarra in movimento, che però non c’è. A pochi passi si erge un cantiere di lavori mai conclusi che si trascinano da mesi.
Un capitolo a parte meritano i giardinetti di piazza Dante, dove la notte campeggiano balordi e prostitute dell’Est Europa, che spesso consumano sul posto il rapporto col cliente. Per non parlare degli atti vandalici, soprattutto ai danni delle automobili, che da mesi stanno tormentando i residenti della zona.
La polizia ferroviaria fa del suo meglio e pattuglia la zona costantemente; tuttavia, la maggior parte del lavoro per gli agenti si svolge a bordo dei treni e non è facile conciliare l’attività sulle carrozze con le vigilanze esterne.
LaraLoreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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