Il Tirreno

Livorno

«Nostra figlia è malata ma per curarla abbiamo perso tutto»

di Federico Lazzotti
«Nostra figlia è malata ma per curarla abbiamo perso tutto»

Il racconto di Stefano, livornese di 47 anni, e della moglie «Parto drammatico, poi ho venduto tutto e perso il lavoro»

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LIVORNO. Asia sta in braccio a mamma e papà, ha un vestito rosa e il 10 di aprile compirà otto mesi. Ma dal 10 agosto scorso, giorno della sua nascita, ha già subito una decina di operazioni e nemmeno i medici sanno dire con quali e che tipo di danni neurologici dovrà convivere per il resto della sua vita.

Che cosa avrebbe compromesso il futuro di Asia lo spiega il padre Stefano Immi, 47 anni, livornese che dal 2004 vive a Roma. «Una settimana prima del parto, erano i primi di agosto dello scorso anno, mia moglie ha accusato qualche problema, ha iniziato a non sentirsi bene, così siamo andati all’ospedale di Tivoli. Là ci hanno detto che si trattava solo di un affaticamento, invece sono successivamente abbiamo scoperto che si trattava di una sofferenza fetale».

Un parto drammatico che ha innescato diversi problemi. «Ha subito danni al cervello - prosegue il padre - è per questo che è stata operata all’ospedale Bambin Gesù di Roma dove è rimasta un mese e mezzo e diversi interventi chirurgici». In tutto, le operazioni subite dalla piccola nei sette mesi e mezzo di vita sono tredici. «E ancora non sappiamo se potrà avere una vita normale».

Per Stefano e sua moglie, oltre alla malattia della piccola hanno dovuto affrontare anche spese impreviste e ovviamente con un solo stipendio le cose si sono fatte difficili. «All’inizio - prosegue Stefano - abbiamo dato via la macchina, poi l’oro che avevamo. In tutto questo, per stare dietro alla bambina ho anche lasciato il lavoro: ero il responsabile dello scarico merci in un grande magazzino della capitale. E adesso siamo in forte difficoltà. In questi mesi ci siamo rivolti ad istituzioni, partiti politici, da Rifondazione al Partito Democratico, ma abbiamo trovato solo porte in faccia».

Le origini livornesi di Stefano e le vecchie amicizie in città, la mamma abita in via Indipendenza, hanno innescato una raccolta di fondi per aiutare la famiglia Immi da parte dell’associazione Livorno 2013, il gruppo che il sabato in piazza Cavallotti, fa la consegna i pacchi alimentari ai meno abbienti.

«Abbiamo già raccolto 120 euro tra Pasqua e Pasquetta- scrivono - e da mercoledì la raccolta prosegue in piazza cavallotti 34. Inoltre sono stati sistemati dei contenitori al panificio Steric all'angolo tra corso Mazzini e Borgo Cappuccini, alla tabaccheria Lombardi, in via dell'artigianato, alla paninoteca “zio pagnotta” piazza Mazzini dov’è possibile dare un contributo. Chi fosse interessato a fare la raccolta - è l’appello - può rivolgersi in sede».

Il primo a dare il suo sostegno è stato il pugile Massimo Rizzoli. «Portate un contenitore per la raccolta in palestra», scrive. Per Asia che deve lottare è lo sponsor migliore.

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