La protesta
La città che piace agli animali selvatici
Dai gabbiani alle volpi, il fenomeno dell’inurbamento di molte specie diventa una mostra al Museo di Storia Naturale
LIVORNO. I gabbiani che ormai vediamo quotidianamente volteggiare fra i tetti delle case sono forse l’immagine più emblematica di quel fenomeno chiamato “inurbamento” col quale diverse specie di animali selvatici sono diventate ospiti abituali delle periferie, talora spingendosi anche più all'interno del tessuto cittadino in cerca di cibo o di riparo, adattandosi al nuovo ambiente e modificando le proprie abitudini. Così il gabbiano, da volatile tipicamente marittimo, si è spostato in massa sulle discariche, oltre ad essersi trasformato in un feroce competitore, e non di rado predatore, dei piccioni, mentre le volpi, un tempo assidue frequentatrici dei pollai, vanno ora a frugare in mezzo all'immondizia.
All'inurbamento degli animali selvatici è dedicata la mostra “Wild & the city” che si apre domani (ore 9) al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. Nella Sala delle Esposizioni Temporanee sono stati infatti allestiti alcuni diorami a grandezza naturale raffiguranti diversi ambienti mirabilmente riprodotti con animali impagliati della collezione museale preparati nell’apposito laboratorio di Villa Henderson, come pure i modelli di pesci, insetti ed uccelli realizzati in resina e schiuma poliuretanica. Una zona di parco pubblico è stata inoltre riprodotta con la sua diversa frequentazione: diurna (con la presenza di passeracei) e notturna (con rapaci come il gufo ed il barbagianni). Passando nel mondo degli insetti viene raffigurata, ingrandita ben sessanta volte, una zanzara tigre intenta a pungere la pelle umana. Ma l'inurbamento coinvolge anche il mondo vegetale e così è stato riprodotto un tratto delle Mura Medicee con sopra alcune tipiche piante parietarie (cappero, etc.).
A corredo della mostra sono stati predisposti alcuni pannelli illustrativi relativi alla diffusione della zanzara tigre, alle epidemie di peste provocate in passato dai ratti, ai cambiamenti climatici, all'inquinamento luminoso, ai gabbiani ed ai pipistrelli. Alcuni mesi fa, in preparazione della mostra, è stato lanciato l'invito a far pervenire al Museo delle immagini relative all'inurbamento: quelle foto, svariate decine, alcune provenienti addirittura da Venezia e da Padova, saranno proiettate a rotazione durante la mostra che si protrarrà sino al 14 giugno: in questo periodo sono previsti laboratori ed attività divulgative in compagnia con lo staff scientifico del Museo, la costruzione di nidi e mangiatoie per uccelli e pomeriggi di birdwatching urbano, oltre alla cattura, inanellamento e liberazione di uccelli nell'Orto Botanico del Museo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google