Il Tirreno

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la lettera degli amici

«Il sorriso del guerriero che è riuscito a non mollare mai»

«Il sorriso del guerriero che è riuscito a non mollare mai»

Un guerriero col sorriso e lo spirito ottimista, così ti vogliamo ricordare perché così sei sempre stato. È vero, quando sei nato ci sono state delle difficoltà, che però sei riuscito a superare con...

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Un guerriero col sorriso e lo spirito ottimista, così ti vogliamo ricordare perché così sei sempre stato. È vero, quando sei nato ci sono state delle difficoltà, che però sei riuscito a superare con l’amore di babbo e mamma. Poi la tua vita è stata una vita piena, forse anche molto di più di tanti altri ragazzi. Sei sempre andato bene a scuola, hai fatto sport, l'esperienza con gli scout, l'impegno in parrocchia... un ragazzo pieno di vita. Durante gli anni dell'università ti sei dato da fare anche con diversi lavoretti, tra cui il pony pizza e il benzinaio.

Neppure quando hai cominciato a lottare contro la malattia ti sei fermato o scoraggiato. Sempre “al pezzo”, con orgoglio e tenacia. Perché più volte ce l'avevi fatta, e quando veniva fuori un altro problema, lottavi perché eri sicuro di vincere. Possiamo dire che avevi lo spirito giusto, ma anche il fisico adatto, perché eri “una roccia”, spalle e gambe da fare invidia a molti palestrati, e ti potevi vantare che il tuo era tutto”natural” o come tu dicevi: «Anni di scoutismo, ovvero chilometri con lo zaino pesante sulle spalle sui sentieri di montagna». Ci piace ricordarti con l’immagine dello striscione che tenevi in camera, striscione che ti avevamo regalato per la festa che avevi fatto nel 2009 per festeggiare l'anno passato dal trapianto e dalla fine delle terapie. In quell'immagine ci sei tu che alzi le mani, segno di trionfo. E noi intorno a te. Ce l’avevi fatta ad arrivare alla meta, ovvero il Rifugio Curò. Quella camminata resterà sempre nelle nostre menti. La tua prima camminata dopo operazione e chemioterapia. Durante il sentiero eri stanco, più volte avevi barcollato. Sempre con lo zaino in spalla, nonostante più volte ti avevamo chiesto di passarlo a noi, «no per uno scout è un disonore cedere lo zaino», dicevi. Ci mettemmo cinque ore di cammino, invece delle due segnate dal Cai, ma è stata la camminata più bella che abbiamo fatto perché era piena di significati, e insieme ce l’avevamo fatta. Indimenticabile come fissavano i tuoi occhi la meta da lontano, e quando ci fermavamo per fare una pausa, tu puntavi quel punto là, come un lupo punta la sua preda. Sei sempre stato così, deciso, ostinato in tutto ciò che facevi. Lo stesso sguardo lo abbiamo rivisto quando facevi fisioterapia negli ultimi mesi.

Abbiamo ancora l'immagine di quando hai puntato il deambulatore e da seduto ti sei tirato in piedi con la sola forza delle braccia, emettendo l’urlo della vittoria, del guerriero che ha appena vinto una delle tante battaglie. È giusto che molti giovani ti prendano come esempio. Non hai mai sprecato un secondo della tua vita, anche quando dicevano che ti dovevi riguardare. Ti sei sempre dato da fare. Hai viaggiato, hai fatto campeggi, a volte hai esagerato perché un po'di riposo non ti avrebbe fatto male, ma tanto era inutile dirtelo, eri così e forse è giusto così. Ed è proprio con questo spirito che hai seminato nei cuori dei tuoi ragazzi della parrocchia della Nostra Signora del Rosario.

Da avere pochi ragazzi, grazie al tuo impegno e al tuo amore i giovani sono ritornati, e per questo don Piergiorgio ti considerava un punto fisso per l’organizzazione dei gruppi giovanili. Con tanta volontà sei riuscito insieme agli altri animatori a risistemare le stanze abbandonate della parrocchia, facendo addirittura “la stanza giovani” con l’erbetta sintetica e il biliardo. A tutti noi hai testimoniato cosa vuol dire servizio e amore verso gli altri, e ne è testimonianza la folla che ha partecipato al tuo ultimo saluto. C’erano tutti, anche le tue maestre delle elementari, oltre agli insegnanti del liceo. Tantissimi compagni di scuola, scout, lo staff di Amichiamoci, amici e tanti genitori che ti hanno ringraziato per quello hai fatto per i loro figli. “I tuoi bimbi” a cui hai fatto da animatore piangevano come noi, ma siamo sicuri che come noi, hanno ringraziato il Signore per il dono che ci ha fatto con la tua persona. Spesso ripetevi il motto oraziano”carpe diem”, e lo hai incarnato alla perfezione! Tu ci hai insegnato a viverla in pienezza, fino in fondo, con amore e ottimismo, sempre.

Un ultimo pensiero: in questi ultimi due anni hai avuto un dono speciale, Laura. Come si dice spesso, “vi eravate trovati». Quando vi guardavate negli occhi, per chi vi stava intorno era una cosa bellissima, si respirava l’amore, quello puro, quello che uno come te ha meritato ricevere. Lei ti è stata vicino fino all’ultimo con un amore unico, quello che ti ha permesso di guardare sempre al futuro. Un amore vissuto in pienezza, con lo stesso spirito della tua persona, e per questo l’estate scorsa avevate deciso di fare diversi viaggi, fra cui quello a Parigi. Un’estate vissuta alla grande, alla faccia delle medicine e delle cure! È così che si fa, non sprecare nemmeno un attimo della vita perché come tu ci hai insegnato, bisogna amarla e viverla sempre, fino in fondo. Grazie Simo!

Mauro Donateo,

Chiara Nobili

Francesca Mori Ubaldini

Irene Lepori

Lorenzo Pini

Andrea D'Angelo

Tommaso Angelini

E tutti gli altri amici

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di Redazione web