Toscana
Una nuova protesta contro il pagamento delle rette nelle Rsa
LIVORNO. Il coordinamento etico nazionale Caregiver e l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori (ADUC), rappresentati da Gianfranco Mannini, tornano a chiedere - nonostante la...
LIVORNO. Il coordinamento etico nazionale Caregiver e l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori (ADUC), rappresentati da Gianfranco Mannini, tornano a chiedere - nonostante la “sconfitta” in sede giudiziale che prevede l'obbligo per i parenti di persone che vivono in Rsa al pagamento della quota di partecipazione sociale - la restituzione dei soldi che le famiglie degli assistiti hanno versato al Comune tra il 2000 e i il 2010. Ciascuna famiglia, per un totale di 160 associati, avanzerà una richiesta formale, che verrà presentata in maniera individuale al Comune labronico, per chiedere la restituzione di quei soldi che sono stati spesi per pagare le rette delle case di riposo nelle quali vivono i loro cari e che non sono coperte dal servizio sanitario nazionale (quota sanitaria).
Gli stessi soldi che, secondo le famiglie del comitato Aduc, il Comune avrebbe dovuto versare, sulla base della normativa Isee, senza gravare sul bilancio finanziario dei figli e dei coniugi, e quindi dei parenti di primo grado, che hanno persone residenti nelle case di riposo. E tutto questo a soli tre giorni di distanza dalla sentenza pilota del Tar Toscana che ha respinto il ricorso avanzato dalle figlie di un'anziana assistita in una Rsa livornese contro la richiesta del Comune ad una compartecipazione nel pagamento della retta. La sentenza del Tar ha così legittimato il Comune a richiedere l'Isee ai familiari degli anziani che vivono nelle case di riposo, dando piena attuazione alla legge regionale del 2008 che, in via transitoria, prevede forme di compartecipazione da parte sia dell'anziano, sia dei suoi parenti di primo grado. La stessa legge che anche la Corte Costituzionale ha dichiarato legittima con una sentenza del 2012.
Nonostante tutti questi pronunciamenti contrari, le due assoiciazioni sono intenzionate a tirare dritto. «Dal 2000 la normativa Isee vieta la compartecipazione dei familiari al pagamento della retta prevista per alloggiare in una casa di riposo – spiega Gianfranco Mannini – il Comune di Livorno ha richiesto agli assistiti e alle loro famiglie, sulla base della norma 433 del Codice Civile, il pagamento della retta sociale fino al 2007. Noi chiediamo il rimborso di queste cifre che, in alcuni casi, ammontano mediamente tra i 30 e i 60 mila euro». «Spero – continua Mannini – di non dover ricorrere ad altri 12 giorni di digiuno, così come ho dovuto fare due anni fa, prima di farmi ricevere dal sindaco Cosimi». Mannini ha inoltre annunciato che presenterà ricorso contro lo Stato alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo affinché le cure dell'anziano malato rientrino nei livelli essenziali delle prestazioni sociali.
Rosanna Harper
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