Attenzione
Sel, espulsi Bettini e Mainardi
«Faremo ricorso». E l’assessore chiede il commissariamento
LIVORNO. Terremoto vendoliano. Susanna Mainardi, Fabrizio Bellandi e l’assessore Maurizio Bettini sono stati espulsi da Sel. È la stessa Mainardi a darne notizia parlando di situazione «paradossale»: «Abbiamo ricevuto una raccomandata con allegato l’assegno circolare di 10 euro, il valore della tessera...».
L’iscrizione al partito è stata respinta dopo che Mainardi, Bettini e un gruppo di 20 neoiscritti (in lotta da mesi con la federazione guidata da Andrea Ghilarducci) hanno provato a fondare il circolo “Sel Livorno nord”. Bettini, per la verità, aveva già ricevuto una lettera l’8 agosto: «Ti sei messo fuori dal partito restando nella squadra di Cosimi», c’era scritto in sostanza. Ora l’espulsione è ufficiale. E in giunta ci resta da indipendente. «Ci sono gli estremi per chiedere l’intervento della commissione nazionale – reagisce – e il commissariamento della federazione livornese». Mainardi annuncia ricorso, grida all’«epurazioni» e scrive parole forti: «Fuori dal partito perché abbiamo espresso pubblicamente che non siamo d'accordo con le scelte del gruppo dirigente, come nel ventennio fascista...».
«La commissione di garanzia - rincara - ci giudica colpevoli per avere espresso pubblicamente le perplessità sull'uscita di maggioranza dal Comune e sulla scelta dei candidati livornesi, priva di ogni rispetto delle regole statutarie». E ancora: «Dopo le elezioni si sono aperte lacerazioni profonde in tutta la Toscana, culminate con Grosseto e Orbetello, dove i gruppi dirigenti si sono dimessi in polemica col coordinatore regionale. È una rottura tra chi, come noi, intende consolidare i rapporti con il Pd e chi, forse come Brogi e Ghilarducci, occhieggia al populismo grillino».
La risposta del coordinatore regionale, Giuseppe Brogi, non si fa attendere: «A Livorno - scrive - il voto lascia nel "centrosinistra che c'è" sentimenti di rabbia e sconcerto, rissosità varie con le quali non si va lontani, ma anche la consapevolezza che in città un lungo ciclo è finito e occorre una svolta». «Meno di un anno fa - rivendica - dopo l'uscita dalla giunta, Sel aveva motivato la scelta come estremo tentativo di lanciare un grido di allarme, scuotere la situazione e aprire un ciclo nuovo». Ora «vanno messe da parte piccole e perniciose controversie: a Livorno la struttura organizzata di Sel è costituita dal circolo "Franca Rossi", alla vita del quale si può partecipare iscrivendosi, con i relativi diritti e doveri, o sostenendo le attività svolte. Ad oggi altri circoli non esistono e, secondo lo statuto essi nascono con la ratifica delle organizzazioni provinciali e regionali». A buon intenditor...
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