Il Tirreno

Livorno

Da tutta Italia per salutare Davide

di Lara Loreti
Da tutta Italia per salutare Davide

Delegazioni anche dalla Valle D’Aosta per il pompiere morto

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LIVORNO. «Nel nostro corpo abbiamo vigili del fuoco bravi e molto bravi. Davide era l’eccellenza. Un motivo di orgoglio per il Comando di Livorno e al livello nazionale». Sono le prime parole di stima dette dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Bergamini, per ricordare il capo squadra Davide Carlesi, morto venerdì a 51 anni nel corso di un’esercitazione fluviale a Lucca. Tanta commozione ieri mattina nel corso del funerale, celebrato nella caserma dei vigili del fuoco di via Campania. Raggiungere la struttura non è facile: il traffico è intenso a causa delle centinaia di persone giunte in città per la tragica occasione. Ci sono pompieri arrivati non solo da tutta la Toscana, in primis da Piombino, dove Carlesi lavorava, e da Lucca dove ha perso la vita, ma anche da diversi posti d’Italia tra cui l’Emilia e la Valle d’Aosta. Davide era molto conosciuto e molto amato. Ma soprattutto era professionale e umano. Il comandante Bergamini ricorda le sue numerose specializzazioni e gli interventi che l’avevano portato a viaggiare per tutto il Paese. Davide faceva parte del Nucleo Saf, Speleo alpino fluviale, è stato pioniere dei cinofili, aveva le specializzazioni Usar (Urban search and rescue), conosceva le tecniche di primo soccorso sanitario ed era preparato anche sulla polizia giudiziaria. «Davide aveva partecipato ai soccorsi per la strage di via Gergofili a Firenze - ricorda Bergamini - alle alluvioni di Genova, Torino, Alta versilia e Grosseto. In più era stato in Umbria, Abruzzo ed Emilia per i terremoti e al Giglio per la tragedia della Concordia. Aveva preso parte ad esercitazioni in tutta Europa».

Le parole di Bergamini risuonano nella grande palestra dei vigili del fuoco che però non ce la fa a contenere la folla. In tanti sono costretti a sostare nel corridoio e nel piazzale del Comando. Tra gli altri ci sono anche decine di volontari della Svs, abituati a lavorare fianco a fianco con i pompieri. Tutti stretti intorno alla compagna di Carlesi, Rossana, alla sorella Letizia, ai 4 figli e a tutti i parenti che, distrutti dal dolore, non si staccano un solo istante dalla bara rivestita del tricolore. Nei primi banchi, poi, ci sono tutte le autorità civili e militari. Presenti il sindaco Alessandro Cosimi, il comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Della Gala, il vicario della questura Paolo Rossi e il comandante del Tuscania Antonio Frassinetto. Nell’occasione sono giunti da Roma i massimi vertici del corpo dei vigili del fuoco: il capo del Dipartimento, Francesco Paolo Tronca, il capo del Corpo nazionale, Alfio Pini, il direttore regionale Cosimo Pulito e numerosi dirigenti.

Bergamini prosegue nel suo discorso e parla dei rischi del mestiere: «Noi vigili del fuoco siamo abituati negli interventi quasi a convivere con la morte, negli incendi, nelle esplosioni. Però non ci si abitua mai, ci si commuove sempre. E quando se ne va uno di noi il dolore è fortissimo. In tanti, venuti nella camera ardente per omaggiare Carlesi, mi hanno chiesto: perché è avvenuta questa tragedia? Non c’è una risposta. Le uniche parole che mi vengono in mente sono quelle delle Sacre Scritture in cui io credo profondamente: Noi uomini non siamo tenuti a conoscere i disegni di Dio». Bergamini conclude il suo intervento rivolgendosi direttamente al collega defunto: «Davide, siamo tutti qui in parata d’onore per te, per salutarti. Non ti dimenticheremo».

Parole di ammirazione per Davide e di cordoglio per la famiglia sono state espresse anche dal sacerdote presente alla cerimonia: «La vita cambia, ma non finisce: noi vogliamo guardare oltre la morte, che è triste, difficile e brutta, ma è solo un passaggio. Affidiamo Davide al Signore della vita». Alla fine della cerimonia, la bara lascia la palestra, portata da sei vigili del fuoco, accompagnata da un lungo applauso. Nel piazzale l’aspettano oltre mille persone. Poi la salma sfila sull’autoscala fino all’Aurelia: sul viale Boccaccio si ferma il corteo funebre, che poi prosegue fino al cimitero dei Lupi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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