Il Tirreno

Livorno

«Avevo perso il lavoro ora vendo energia ad Enel»

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«Avevo perso il lavoro ora vendo energia ad Enel»

La favola di Lorena Cappelli, licenziata a 50 anni e diventata imprenditrice Ha installato un impianto fotovoltaico nel campo di casa e ora punta sull’eolico

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LIVORNO. La storia di Lorena Cappelli, livornese, imprenditrice di se stessa, è la fotografia dell’Italia ai tempi della crisi: il dramma della perdita del lavoro, la voglia di ripartire, l’idea geniale, la fiducia in un progetto personale, la difficoltà di realizzarlo perché le banche ti dicono no e quel finanziamento che servirebbe per partire sembra una scalata all’Everest. E allora la rabbia, ma anche l’ostinazione. E per lei, almeno per lei, il lieto fine.

La storia di Lorena Cappelli inizia alla soglia dei 50 anni, con una sorpresa amara: la chiusura della piccola azienda per cui lavorava. Era il 2010 e Lorena d’improvviso si ritrovò senza un lavoro, uno stipendio, con l’umiliazione di dover vivere a carico del marito dopo una vita in cui era sempre stata indipendente.

Tutte le mattine si affacciava alle finestre della sua casa in campagna, allo Stillo, e cercava un’idea per ripartire. Finché un giorno proprio guardando da quelle finestre trovò la soluzione: un impianto fotovoltaico. Che sfruttando i raggi del sole che picchiavano forte sulla sua abitazione e sul terreno intorno producesse energia. Non solo per sé ma anche per altre famiglie. Energia da rivendere insomma e trasformare in un piccolo business.

Facile a dirsi, difficile a farsi. Soprattutto molto costoso. Ma Lorena Cappelli non si perse d’animo, iniziò a bussare a banche, Comune, aziende specializzate nelle energie rinnovabili. Fino a riuscire, in meno di due anni, a trasformare in realtà quel sogno sorto d’improvviso, una mattina, guardando la campagna. Oggi può vantarsi di essere diventata imprenditrice di se stessa. Ma il suo sogno non si ferma. Dopo aver trovato un lavoro dal sole e aver firmato un accordo ventennale per vendere l’energia elettrica ad Enel, adesso punta al vento. E sta studiando un progetto per installare una pala eolica.

«Quella che sto vivendo è una favola - dice -. E mi piace raccontarla al mondo per lanciare un messaggio positivo in questo periodo di crisi economica, di chiusure, licenziamenti e paure: non fermatevi davanti ai momenti negativi, se avete dei sogni combattete per realizzarli, soprattutto non fatevi abbattere dai no che riceverete per strada. Io ne ho ricevuti tantissimi, a partire dalle banche, ma ci ho creduto e ora posso dire di essere la prima imprenditrice ad aver installato un impianto fotovoltaico su un terreno di Livorno».

Il sogno di Lorena Cappelli tra poco compirà i due anni. Ma fare rewind sul percorso che l’ha portata a quel giorno magico è un mix di soddisfazione e rabbia. «Ci siamo allacciati alla rete il 21 giugno 2011. Quella data non la dimenticherò mai - racconta -. A 50 anni mi ero trovata senza un lavoro e con tutte le porte chiuse. Sia quelle di una possibile nuova occupazione sia quelle del credito. L’amore per l’energia pulita mi aveva portato con mio marito a trasferirci in campagna, in una casa di legno allo Stillo. Ed è partendo da quella passione per la natura che è nata l’idea dell’impianto fotovoltaico. Un terreno abbandonato di 4000 metri quadri, esposto a sud e battuto praticamente tutto il giorno dal sole, con qualche ulivo che non abbiamo intaccato minimamente, è stata la location che abbiamo immaginato. Ma per andare avanti servivano duecentomila euro. Abbiamo bussato a più di quindici istituti di credito e abbiamo incassato solo no. Ma noi non volevamo mollare: e così abbiamo convinto un’azienda specializzata nelle rinnovabili, la Soleido e il suo amministratore Antonio Bianco, ad aiutarci. Hanno sposato il nostro progetto e ci hanno anticipato le spese finché non abbiamo trovato finalmente una banca, il Banco di Sardegna, che ha creduto in noi e ci ha finanziato».

Risultato: dopo un anno e mezzo di battaglia, Lorena Cappelli e suo marito ce l’hanno fatta. «La superficie dell’impianto è di mille metri su un terreno di 4000, la struttura è inserita in un contesto che non deturpa l’ambiente, non abbiamo toccato gli alberi. Produciamo 80mila kilowattora con 50 kilowatt di potenza. Tantissimo e l’esposizione a sud e l’inclinazione perfetta verso il sole ci aiutano molto. Vendiamo energia all’Enel con una convenzione ventennale e possiamo valerci dell’incentivo Gse, quello per i gestori dei servizi energetici. La rendita è buona, diciamo che mi permette di pagarmi il mutuo, la tasse, le spese e anche di prendere quello stipendio che tanto mi mancava». Ma la scalata non finisce qui: «Sto lavorando su due progetti. Il primo è installare nuovi impianti sui tetti di capannoni ricoperti di amianto dopo il loro smaltimento. L’altro riguarda l’energia eolica: sto cercando un terreno su cui installare una pala, che non sia un mostro ma possa sfruttare il vento e trasformarlo in energia elettrica».

(giulio corsi)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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