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Livorno

Vetro, acciaio e terrazze È l’avatar del Ciucheba

di Alessandra Bernardeschi
Vetro, acciaio e terrazze È l’avatar del Ciucheba

Tutto pronto per la realizzazione di una residenza turistica nell’ex discoteca ma prima dell’ultimo ok c’è il nodo parcheggio che sta bloccando l’iter

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CASTIGLIONCELLO. Il progetto c’è, ma non si sblocca, per ora, l’iter per trasformare l’ex Ciucheba in Residenza turistico alberghiera. E se le elaborazioni al computer della nuova facciata della storica discoteca mettono in luce terrazze e vetrate, c’è da capire dove realizzare i posti auto prima di avere il via libera.

Il nodo, quello dei parcheggi vincolati alla nuova struttura, si sta trasformando in un cappio difficile da sciogliere. E così gli anni passano e l’immobile di Castiglioncello che si affaccia sul golfo di Portovecchio e direttamente sulla passeggiata a mare, un tempo luogo cult della notte, quella che fu la discoteca tra le dieci più famose d’Italia, è fatiscente.

Tutto si gioca su quei 35 posti auto che mancano per dare il via definitivo al progetto. Parcheggi privati assolutamente necessari per le nuove costruzioni, così come prevedono la normativa e il regolamento urbanistico approvato nell’aprile del 2009.

La società interessata alla costruzione di una Rta di 50 posti letto, zona benessere, ristorante, lounge bar e piccola discoteca che si rivolge ad un turismo medio alto, ha presentato in Comune l’istanza preventiva.

Il progetto indicativo elaborato al computer è del 2011 e prevede l’abbattimento dell’attuale immobile che lascerà il posto al nuovo.

Superati i primi problemi legati alla vicinanza con il fosso che sfocia in mare e che delimita dal lato sud la struttura, al primo progetto di massima sono state già fatte alcune modifiche secondo le indicazioni fornite dalla Sovrintendenza in modo che l’edificio, più volte ha spiegato l’assessore all’urbanistica Margherita Pia, risulti il meno impattante possibile rispetto al contesto paesaggistico e ambientale nel quale è inserito: a pochi metri dal mare e in pineta Marradi. Ma, modifiche e rifiniture a parte, il vero problema da sciogliere è quello dei parcheggi.

Ad oggi rimane una sola possibilità: quella di trovare un’area nella parte a monte di Castiglioncello da utilizzare a parcheggio collegato a servizi navetta.

Una soluzione che potrebbe sbloccare non solo il progetto del Ciucheba ma anche la trasformazione dell’ex pensione La Pace a Caletta in albergo a quattro o cinque stelle.

Sfumata la soluzione di utilizzare una parte dei posti auto attorno alla stazione di Castiglioncello «perché – spiega l’assessore Margherita Pia – si tratta di un’area che le Ferrovie hanno dato in concessione al Comune per parcheggio pubblico», anche la possibilità di posti auto da acquisire nell’eventuale multipiano previsto al posto del campo di calcio e inserito nel Concorso di idee per il piano pineta, è un’ipotesi che non dà garanzie in fatto di tempi.

«L’eventuale parcheggio multipiano al posto del campo di calcio non è collegato al progetto Ciucheba. Se venisse approvato passerebbero anni infatti – continua l’assessore - prima di vederlo completamente realizzato e attivo». Invece, per la ristrutturazione dell’ex discoteca simbolo della costa, c’è bisogno di far presto. E quindi di trovare posti auto.

E allora? L’unica soluzione «alla quale stiamo lavorando è quella di ricercare parcheggi da realizzare in un’altra area anche a monte della frazione, con un servizio navetta che colleghi il parcheggio con il Ciucheba e, perché no, con La Pace».

In comune c’è chi, come la consigliera Nerina Monti, per superare il problema, accorciare i tempi e proteggere paesaggio e ambiente, ha proposto che l’immobile non sia abbattuto ma semplicemente restaurato e riqualificato.

Intanto cittadini e turisti passano davanti a quello che era il simbolo delle estati castiglioncellesi, che ha richiamato nella zona personaggi quali Gabriele Salvatores, Diego Abatantuono, Renato Zero, Lucio Dalla, Gino Paoli, tanto per citare solo alcuni dei volti noti che hanno frequentato il locale, e guardano con rammarico, nostalgia e tristezza quel rudere abbandonato sul lungomare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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