Gioco
Dai gruppi di acquisto all’orto in condotta diamo “gas” al risparmio
In città le ultime tendenze per mangiare prodotti naturali a costi contenuti «Il referente riceve la lista dalle famiglie e la invia: consegna in due giorni»
LIVORNO. Fare la spesa direttamente dal produttore più vicino vuol dire inquinare di meno, abbattere i costi dei trasporti, ma soprattutto, significa anche evitare il rincaro delle grandi distribuzioni e retribuire equamente il lavoratore. Se si aggiunge, inoltre, che i prodotti acquistati sono biologici, si ottiene un risultato in cui costi e benefici sembrano pendere dalla parte del consumatore. Tutto questo è possibile grazie ai Gas, i Gruppi di Acquisto Solidale. Questo è solo l’ultima delle tendenze che mettono in relazione cibo, economia e nutrizione. E in questa direzione ci sono corsi per tutte le età da “Orto in condotta” che si occupa di portare a scuola sane abitudini alimentari, fino a “La grammatica del gusto”, un corso organizzato in circoscrizione 4 per incentivare la filiera corta.
La testimonianza
Come ci spiega Gabriele Volpi, insegnante di elettronica all'Itis di Livorno e referente dei Gas del gruppo “Ecomondo”, questa realtà nasce ufficialmente con la Legge Finanziaria del gennaio 2008, inoltre, «grazie anche a un servizio televisivo di Report in quel periodo ci fu davvero un boom di questa nuova realtà».
Adesso nella nostra città i gruppi sono circa una decina, difficile stabilire il numero totale delle persone coinvolte, «per quanto riguarda Ecomondo- continua Volpi- si parla di settanta soci, di cui una ventina fissa che fa la spesa, poi ci sono quelli saltuari e quelli che comprano solo alcuni prodotti, come i formaggi».
Ma in concreto come funzionano i Gas? «Ogni gruppo ha un suo referente, il quale riceve la lista della spesa compilata dalle varie famiglie e la invia ai produttori, e siccome si parla di filiera corta, i prodotti ordinati arrivano in un paio di giorni. Dopodiché ciascuna persona viene a ritirare la merce nella nostra sede nei giorni stabiliti».
I prezzi
Per quanto riguarda il prezzo, occorre fare alcune precisazioni, come ci spiegano Nicola Baggiani, Giada Ciari e Dario Canaccini, tre giovani che gestiscono il negozio e il Gas “Fresco in Città”, in via Corsica 59, «è logico che rispetto ai prodotti tradizionali dei discount, di cui non si sanno con certezza il metodo di lavorazione e l'origine, si spende un po' di più, ma in confronto al biologico industriale dei supermercati si paga molto di meno. Senza dimenticare che ci si guadagna in salute. Inoltre -proseguono i tre commercianti- noi puntiamo molto a sostenere l'economia locale, offrendo ai nostri clienti prodotti genuini e sicuri, e questo lo garantiamo andando insieme agli interessati a visitare le aziende dei nostri fornitori. Un modo per rafforzare il rapporto cliente-produttore».
Giada tiene a sottolineare anche un altro elemento: "Grazie a una cooperativa livornese gestita prevalentemente da donne under 35, siamo riusciti subentrare in questo negozio dal novembre scorso. L'inizio non è stato facile, ma adesso abbiamo grandi soddisfazioni, e con la crisi si lavora di più. Anche perché da noi- conclude- può venire chiunque a fare la spesa, non solo nostri soci, infatti vendiamo merce sfusa di qualsiasi tipo. Ogni giorno mettiamo sul nostro contatto facebook le foto dei prodotti freschi appena arrivati, un modo utile anche per riscoprire il valore della stagionalità».
Il progetto
Per spiegare che non è possibile avere fragole o pomodori per tutto l'anno, anche l'associazione Slow Food ha cominciato a lavorare nelle scuole dell'infanzia ed elementari con il progetto “Orto in condotta”. «L'obiettivo è far riscoprire ai bambini il valore della terra e del prodotto stagionale - ci spiega Valentina Gucciardo, referente del progetto nella nostra città- infatti, abbiamo coltivato degli orti nei giardini delle scuole, facendo capire ai nostri bimbi i tempi della natura e anche l'importanza etica del lavoro, poiché con la vendita dei prodotti siamo riusciti a ospitare tre donne del Kenya».
In questo progetto sono stati coinvolti anche genitori e nonni, «un'esperienza davvero unica, e nella nostra città “Orto in condotta” funziona davvero bene, è uno dei migliori a livello nazionale. Sicuramente è un modo per mettere in pratica il motto della nostra associazione: buono, pulito e giusto».
Il corso
Per chi fosse incuriosito da queste tematiche, a febbraio è partito anche un corso alla Circoscrizione 4, intitolato “La grammatica del gusto”. La proposta è aperta a tutti coloro che sono impegnati nel volontariato ed è gratuito: «Il corso è finanziato dal Cesvot con la collaborazione di Wwf, Ecomondo, Slow Food e Pangea -commenta Claudia Gazineo, referente del progetto- con l'intento di sensibilizzare i volontari all'educazione ambientale e alimentare, alla filiera corta e all'orticoltura biologica. Alla fine delle lezioni -termina- ci sarà anche un tirocinio per coltivare gli orti nelle scuole».
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