Sicurezza
Bacci contro Cna: chiederò i danni
Bufera piscine, il sindaco di Colle: «Deciso a tutelare l’immagine del Comune, sto pensando se fare denuncia»
LIVORNO. «Farò di tutto per tutelare in sede sia penale sia civile, l’immagine e il patrimonio del Comune di Colle che sono stati messi a dura prova dalla vicenda delle piscine. Sto valutando se presentare una denuncia per danno di immagine e se chiedere anche un risarcimento civile per l’amministrazione». Lorenzo Bacci ha il dente avvelenato sulla questione delle piscine e degli impianti sportivi lasciati a metà, con uno scoperto di 4 milioni per le casse del suo Comune. E non ha preso bene l'intervento del direttore della Cna Marco Valtriani, indagato per truffa nell’ambito dell’inchiesta della Procura, il quale sul Tirreno di ieri parla di «castello di carte montato dal sindaco per mascherare l'incapacità di gestire una situazione dei bilanci comunali che lui ha sicuramente aggravato». Era stato Bacci nell’estate 2009 a denunciare i fatti sia in Procura sia alla Corte dei conti. E ora la sua replica è secca: «Mi sembra che queste uscite di Marco Valtriani verso il Comune rischino di screditare la Cna - replica Bacci - Conosco tante persone che lavorano nella confederazione che più volte hanno espresso solidarietà a me in quanto rappresentante dei 17mila cittadini di Colle. Allora, eviti Valtriani di attaccare il sindaco nel cercare di difendere l’indifendibile: non si rende conto che così facendo provoca un danno di immagine alla sua associazione? Piuttosto, visto che Valtriani parla di un progetto degli artigiani per risolvere il problema, allora che la Cna si faccia avanti presentando un progetto nell’ambito del bando per il rilancio delle piscine che scade il 30 aprile».
Bacci mette in evidenza le conseguenze pesanti che la vicenda delle piscine ha avuto sui cittadini. «I problemi sono sotto gli occhi di tutti: l’impianto è fermo e non fruibile. Ma al di là di questo, la cosa più grave è la pesante ricaduta sul bilancio. Cosa che non si sarebbe mai dovuta verificare. L’impianto doveva essere a disposizione, e senza che il Comune tirasse fuori un euro. L’amministrazione vuole riaprirlo, come dimostra il bando in corso. Ma il problema per la comunità è il debito, per di più in un periodo di crisi come questo. E il settore che ne risente di più è quello dei lavori pubblici: scuole, strade e marciapiedi. Settore per il quale abbiamo dovuto mettere in atto una ricerca feroce di finanziamenti in Regione. Non se è chiaro il concetto che noi rischiamo il tracollo. E la gente lo sa: ogni mese mi misuro con assemblee cittadine».
Il sindaco rinfocola la polemica con gli artigiani. «La Cna estranea ai fatti? Non mi pare proprio, è coinvolta, Valtriani compreso. Faccio un esempio su tutti: c’è un volume del 2003-04 che la stessa Cna aveva fatto per presentare sue iniziative. E tra i vari progetti provinciali, c’era anche la Cittadella dello sport per Colle».
Ora l’obiettivo dell’amministrazione è che l’indagine della Procura venga chiusa prima possibile. «Mi rendo conto che sia un lavoro complicato - dice Bacci - però il lato oggettivo è che c’è un mandato amministrativo che è “ipotecato” per via di una vicenda che si deve chiudere. In media, il 30-40 per cento del tempo operativo di questi 4 anni di mandato è stato indirizzato e influenzato da questa vicenda. Rivendico il mio esposto e lo rifarei. I soldi comunque dovranno rientrare in tutti i modi. Il Comune doveva solo ritrovarsi un impianto sportivo per i cittadini, senza far lavorare uffici e operai nostri giorno e notte: basta citare il caso delle infiltrazioni nell’asilo vicino alle piscine dovute all’impianto fatto male».
Bacci accenna anche alla riqualificazione dell’area artigianale della Chiusa. «Come amministrazione nel 2010 avevamo individuato fondi regionali per un milione e mezzo. Il progetto valeva di più e la Cna disse che i soldi non erano abbastanza, lavandosene le mani senza fare nulla per trovare gli altri soldi. Allora un conto è essere imprenditori, dialogare con l’amministrazione e darsi da fare, un altro è essere “prenditori” e pretendere una tavola già interamente apparecchiata dall’amministrazione, magari anche senza gara d’appalto, come è successo per le piscine».
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