Il lutto
Addio a calzamaglia e cric ora il ladro veste fighetto
Le telecamere di un’azienda svaligiata nella notte al Picchianti hanno ripreso il malvivente che indossava un cappello griffato, jeans e giubbino alla moda
LIVORNO. Scordatevi il ladro con la calzamaglia in testa e il cric in mano. Non siamo certo ai livelli di Arsenio Lupin, eroe dei cartoni animati, che rubava preziosi diamanti e opere d’arte di inestimabile valore in giacca e cravatta. Ma il novello Diabolik che l’altra notte ha svaligiato almeno un paio di aziende nella zona del Picchianti - ma potrebbero essere di più - aveva più l’aspetto di chi è pronto per ordinare un aperitivo in Baracchina, rispetto ad un pericoloso malvivente di cui, in ogni caso, ha tutte le altre caratteristiche necessarie.
A raccontare di lui e soprattutto del suo abbigliamento da fighetto, sono le immagini di alcune telecamere piazzate all’interno dell’azienda che lo hanno ripreso mentre si aggira tra stanze e corridoi a caccia di soldi, alla fine ha portato via 1500 euro in monete, e che adesso che sono nelle mani della polizia, potrebbero servire per incastrarlo.
Il cappello in testa, tanto per cominciare, è colorato, per non dire sgargiante, con tonalità che vanno dal bianco, al blu fino rosso acceso, alla faccia di chi non si vuole far notare. Inoltre si vede chiaramente la griffe Adidas tra una fascia e l’altra. Della stessa marca sono anche le scarpe nere, da passeggio, con le classiche tre strisce bianche sui due lati esterni. Ma dal filmato si vede chiaramente anche il resto dell’abbigliamento: jeans lavato con lo strappo sul ginocchio e giacchino nero con il cappuccio.
Due i vezzi da ladro che si concede, il primo è proprio quello di usare il berretto quando si vede scoperto. Succede intorno alle 22,50 come dice la timeline che scorre sotto le immagini: sta entrando per la terza volta nell’ufficio dove sono custodite le monete e si accorge della telecamera che lo sta riprendendo e proprio usando il cappello cerca di abbassarlo per nascondere il volto. Il secondo sono i guanti, probabilmente da giardiniere, che indossa per non lasciare impronte digitali anche se poi ha lasciato tracce migliori per chi indaga.
È parlando con il titolare di una delle ditta svaligiate in via degli Acquaioli che è stato possibile anche ricostruire il percorso che il ladro, che molto probabilmente ha agito da solo, ha compiuto tra le 22 di giovedì e le due ore successive.
«La telecamera che abbiamo nel parcheggio lo ha ripreso dopo aver scavalcato il muro che confina con un’altra ditta. Subito dopo ha spaccato il vetro di uno dei furgoni che erano parcheggiati ma era talmente buio che non si accorto che sul cruscotto c’era una busta piena di soldi».
È dal furgone accanto che il malvivente griffato avrebbe preso un cacciavite con il quale ha forzato una porta finestra. «L’ha aperta e solo dopo si è accorto che dall’altra parte c’era un distributore di bevande che gli impediva di entrare. Allora deve avergli dato una spallata per farsi largo. Dalle telecamere si vede il percorso che ha fatto: prima è andato nell’ufficio dove c’era la macchinetta conta soldi, poi quando si è accorto delle telecamere è andato al piano superiore e ha rotto l’hard disk e lo schermo di un computer pensando in questo modo di mettere ko l’impianto».
Solo in un secondo momento ha visitato anche l’altro lato dell’azienda. «Ha buttato all’aria tutte le lattine, ha fatto un bordello ma non ha portato via niente, poi è andato anche nell’altra ala». Le immagine stavolta sono in bianco e nero: il ladro fighetto si avvicina alla telecamera senza sapere della sua presenza e l’unica cosa che si vede è il marchio Adidas sul cappello.
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