Il Tirreno

Livorno

La mitica littorina corre nel passato ma sogna un futuro

di Fabio Bacci
La mitica littorina corre nel passato ma sogna un futuro

La storica strada ferrata che univa Pisa, Collesalvetti e Vada non funziona più da vent’anni ma ora c’è chi pensa a riattivarla

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COLLESALVETTI. Il dibattito sull’opportunità di riaprire al traffico passeggeri la linea ferroviaria Pisa – Collesalvetti – Vada non si è mai del tutto sopito negli ultimi vent’anni. Da quando, in sostanza, nel giugno del 1992 sulla strada ferrata che collega sette aree comunali, lunga quarantacinque chilometri, si consumò l’ultima corsa e scese l’ultimo passeggero dalle carrozze della cosiddetta “littorina”. Dapprima le istituzioni locali, specie i Comuni interessati, ossia Pisa, Collesalvetti, Fauglia, Lorenzana, Orciano Pisano, Santa Luce, Castellina Marittima e Rosignano Marittimo, spinte dalle richieste più o meno pressanti dei cittadini, ora gli stessi cittadini con libere iniziative private, hanno riproposto a cadenze irregolari il tema di un progetto che possa permettere di spostarsi di nuovo in treno, lungo una dorsale che annovera luoghi di lavoro ma pure centri di interesse culturale e turistico. La discussione più recente nel merito si è svolta nei giorni scorsi a Collesalvetti, nella sala riunioni della biblioteca comunale, alla quale hanno preso parte un discreto numero di cittadini e alcuni sindaci dei territori chiamati in causa da una possibile riapertura del tratto ferroviario. Un incontro promosso dall’associazione culturale “Alice” di Lorenzana, in collaborazione con l’associazione degli “Amici di Pisa” e il patrocinio del Comune di Collesalvetti: «Il prossimo passo – dichiara il presidente di “Alice” Sabiano D’Asaro – sarà quello di sottoporre ai cittadini delle aree interessate un questionario, che stiamo già predisponendo insieme ad altri soci della nostra associazione, per valutare più da vicino l’interesse generale sulla riapertura del traffico passeggeri. Noi siamo convinti dell’importanza del ripristino della linea per il trasporto pubblico, perché riteniamo che avrebbe molte ricadute positive sul territorio sia in termini di sviluppo economico sia sotto il profilo sociale». L’incontro tenutosi a Colle è stato arricchito dal contributo di un esperto di storia ferroviaria locale e veicoli terrestri come Fabio Vasarelli, che ha rinfrescato la memoria sulle vicende che hanno riguardato la Pisa – Collesalvetti – Vada, dalla sua inaugurazione nel 1863, quale tragitto della più estesa linea ferroviaria Maremmana, fino ai giorni nostri. Da circa otto anni il tratto in questione è di nuovo attivo solo per il transito dei vagoni merci, con otto passaggi la settimana, ma oggi pare non siano pochi i cittadini che chiedono qualcosa in più. «Già nel 2010 – spiega l’assessore colligiano all’ambiente Riccardo Demi – abbiamo avuto incontri tra noi amministratori dei comuni coinvolti dalla linea ferroviaria e l’interesse per una riapertura del transito passeggeri è stato manifestato da tutti, ma proprio tutti. La linea si configura come trasporto pubblico locale, per cui il finanziamento del progetto sarebbe tutto a carico della Regione Toscana. E qui nascono i problemi, perché soldi non ce ne sono e a poco servirebbe sub appaltare il progetto, o almeno una parte di esso, a Trenitalia, perché la situazione non cambierebbe. Di certo manterremo le antenne dritte, perché se capiterà un’opportunità per avviare un progetto serio, proficuo e condiviso, non dovremo lasciarla sfuggire». Oggi le otto piccole stazioni, Pisa esclusa naturalmente, che si trovano lungo il tratto della ex Maremmana sono quasi del tutto abbandonate, con strutture fatiscenti che andrebbero ristrutturate con investimenti importanti. Ad ogni modo, visto che quest’anno ricorre il centocinquantesimo anniversario dell’inaugurazione della Pisa – Collesalvetti – Vada, la stessa associazione “Alice” sta organizzando una sorta di “treno storico speciale”, con partenza da Pisa e fermate ad ogni stazione lungo il tragitto della ex Maremmana.

L’iniziativa è programmata per il prossimo ottobre ed è tesa a sensibilizzare i cittadini, per dare un’ulteriore spinta al progetto della riapertura al transito passeggeri.

«Credo sia positivo e corretto – afferma il sindaco di Fauglia Carlo Carli – che la spinta per realizzare il progetto parta dal basso, dai cittadini. Noi amministratori abbiamo il dovere di assecondare questo tipo di iniziative e cercare le strade per arrivare ad un progetto concreto. Se ci fosse la possibilità, come crediamo io e gli altri colleghi sindaci interessati dalla ferrovia, di abbinare all’utilità locale anche un progetto turistico di più ampio respiro, non sarebbe campato in aria poter contare anche su importanti finanziamenti dalla comunità europea.

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