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«I detenuti diminuiscono» Ecco migliorare la vita in cella
LIVORNO. «C’è un dato che ci dà speranza: il numero dei detenuti in Italia non sta aumentando e negli ultimi mesi del 2012 si è anche registrata una lieve flessione verso il basso». A dirlo è Marco...
LIVORNO. «C’è un dato che ci dà speranza: il numero dei detenuti in Italia non sta aumentando e negli ultimi mesi del 2012 si è anche registrata una lieve flessione verso il basso».
A dirlo è Marco Solimano, garante delle persone private della libertà personale del Comune di Livorno che, ieri ha presentato la campagna di raccolta firme per tre proposte di legge a favore dei detenuti. La raccolta partirà il 9 aprile in 40 città italiane. A Livorno, il banchetto sarà posizionato in via del Giglio (angolo via Grande), dalle 9.30 alle 12.30 e vede la collaborazione di Arci Solidarietà e Associazione P24.
La prima proposta di legge riguarda «L’introduzione del reato di tortura nel codice penale. Nel 1984 – dice Solimano – le Nazioni Unite definirono il concetto di tortura e invitarono gli stati membri ad adeguare i loro ordinamenti. In Italia invece il crimine di tortura manca, si tratta di una lacuna normativa che non si addice a uno Stato democratico».
La proposta intende punire «con la reclusione da quattro a dieci anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che infligge a una persona lesioni o sofferenze, fisiche o mentali, al fine di ottenere da essa o da terza persona informazioni o confessioni. La pena è aumentata se ne deriva una lesione personale. È raddoppiata se ne deriva la morte».
La seconda proposta è «per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri» e vuole istituire: «Il Garante nazionale per i diritti dei detenuti – prosegue Solimano – e ridurre il sovraffollamento carcerario, imponendo l’introduzione di un “numero chiuso” che limiti l’ingresso nei penitenziari, affinché nessuno vi entri se non c’è posto, favorendo pene alternative».
Inoltre, viene proposta l’abolizione del reato di clandestinità previsto dalla legge Bossi-Fini. «Chi può effettuare un percorso alternativo al carcere – spiega Vinicio Vannucci, presidente provinciale Camere penali - che comprenda la rieducazione e la formazione professionale, una volta scontata la pena, ha solo il 20% di probabilità di commettere un nuovo reato».
La terza proposta riguarda le “Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto”.
Affinché i detenuti tossicodipendenti e alcool dipendenti siano trattati in luoghi diversi dal carcere. Solimano ha poi ricordato la necessità di aprire al più presto il nuovo padiglione del carcere di Livorno: «Come casa circondariale per la media sicurezza e non per la massima sicurezza come invece si sente dire».
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