Gioco
Stappo e mi mangio pappa al pomodoro, ribollita e lampredotti
Il meglio della cucina toscana, rigorosamente bio: così le confetture conquistano Cina e Giappone
Gli italiani riducono la spesa alimentare, ma non rinunciano ai piatti pronti. Con un semplice gesto del polso, volato via il tappo del barattolo, nel piatto si fanno largo pappa al pomodoro (meglio se bio), minestra di cavolo nero con fagioli lucchesi, carabaccia (la zuppa fiorentina), fagioli Zolfini all'uccelletto, insomma i sapori di una volta. La Toscana ha gusto da vendere e attenzioni scrupolose. «Inizialmente ci guardavano dubbiosi, ma alla lunga la scelta si è dimostrata giusta - dice Fabio Goti, cuoco pratese che ad un certo punto della sua carriera ha deciso di creare mostarde e confetture per gastronomie scelte - I più venduti? Pappa al pomodoro, ribollita e cacciucco di cecino rosa di Reggello». Il trucco sta nelle ricette (quelle tradizionali) e nella materia prima per cui la ricerca è condotta in modo capillare tra piccoli produttori. «Piacciono molto al nord Europa dove apprezzano anche i sottaceti, realizzati come farebbe la nonna», prosegue Goti, che nel 2005 dette il via alla linea Osteria de' Ciotti insieme alla moglie Cristina. Il vento di crisi dunque taglia il superfluo dalla tavola, ma non esclude manicaretti già confezionati. Lo dice Coldiretti: nel carrello diminuiscono le quantità di latte fresco, mele, pere e vini, ma crescono primi a base di cereali (+ 5%) e verdure cotte o semplicemente lavate e tagliate (+ 15%). «In Toscana le percentuali sono addirittura superiori - aggiunge Tulio Marcelli, presidente Coldiretti della nostra regione - Ecco perché nelle venticinque botteghe toscane di Campagna Amica stiamo incrementando i pronti. Ribollite e zuppe con verdure, fagioli e cereali nel periodo invernale, pasta, farro e riso freddi con ingredienti agricoli nella stagione calda. Inoltre nel punto vendita di Barberino del Mugello inaugurato la scorsa settimana, creeremo piatti a base di carne. Il primo sarà il bollito».
Officina Alimentare Italiana, marchio maremmano storico di conserve e pomodoro, aveva esplorato il settore l'anno scorso presentando a Taste (il salone dell'artigianato alimentare, organizzato da Davide Paolini alla Leopolda di Firenze durante il secondo weekend di marzo) i primi due prodotti di una linea firmata da cuochi locali. Visto il successo del pesto di cavolo nero e della trippa di Luca Cai, ha bissato con il lampredotto in zimino sempre del patron del Magazzino di Firenze, chiedendo a Paolo Gori di Burde di cimentarsi nella ribollita. «Il progetto crescerà. Per ora stiamo lavorando con chef toscani ma presto guarderemo anche ad altre regioni - aggiunge Maurizio Baschi, presidente dell'azienda con sede a Castagneto - L'offerta dei pronti trova grandi estimatori in giapponesi, cinesi, australiani, attenti all'aspetto salutistico».
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