Il Tirreno

Livorno

Fermo a letto dopo l’incidente l’appello: «Chi ha visto parli»

di Federico Lazzotti
Fermo a letto dopo l’incidente l’appello: «Chi ha visto parli»

Un anno e mezzo fa l’incidente sul viale Italia a Gabriele Bigoni, 21 anni. Ora la Procura ha chiesto l’archiviazione, la mamma : cercate una jeep nera

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LIVORNO. Il tempo non allevia il dolore. Anzi. Per capire che lo rende più profondo, basta guardare negli occhi Monica Bussotti, 52 anni, mentre trattiene le lacrime prima lasciarle cadere raccontando il dramma di suo figlio Gabriele Bigoni, 22 anni, e da 18 mesi prigioniero dentro ad un letto: prima nel reparto di Rianimazione, poi in una clinica specializzata, ora a casa, nella sua cameretta, a due passi da piazza Magenta.

«La notte dell’8 ottobre 2011 -racconta preparando il caffè - mio figlio era in sella alla sua moto, una Cagiva 125, indossava un casco integrale, andava a 50 all’ora e dalla Baracchina rossa si stava dirigendo verso le Cantine. Si era appena diplomato da quattro giorni aveva iniziato a lavorare. Era nel pieno della vita: aveva dei sogni, un sacco di progetti, mi disse che voleva andare in Australia. Era su quel maledetto rettilineo quando si è intraversato, è caduto ed è andato a sbattere contro i cassonetti che stanno davanti all’ingresso dei bagni Acquaviva. Chiamatelo istinto materno, ma sono sicura che un evento esterno abbia innescato l’incidente. Il problema è che ci sono solo voci e nessuna prova. Molte cose non tornano, il cartello, la frenata, alcune dichiarazioni. Qualche giorno dopo l’incidente arrivò perfino una mail di una persona che si firmava “Babbo preoccupato”, raccontò di una jeep scura che poteva essere coinvolta, ma gli accertamenti della polizia postale non hanno portato a niente, l’indirizzo ip era sconosciuto, una specie di fantasma. La stessa storia me l’hanno raccontata altre due persone parlando sempre di questo fuoristrada scuro. Ma sono rimaste solo voci, nessuna certezza. Così il pubblico ministero ha chiesto di archiviare il procedimento contro ignoti. Venerdì scadono i termini per chiedere il prolungamento delle indagini. Ecco perché mi rivolgo a chiunque abbia informazioni utili per ricostruire quello che è avvenuto: aiutateci a ricostruire la verità, vi garantiremo l’anonimato».

Su Facebook anche gli amici del “Bigo”, martedì sera, hanno lanciato un appello che sta facendo il giro della rete. «La notte dell’8 ottobre 2011 - si legge - un ragazzo ha avuto un grave incidente sul viale Italia, cerchiamo testimoni. Chiunque avesse delle informazioni può rivolgersi al numero 346 0466103».

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