Gioco
E l’agenda del sindaco slitta a dopo Pasqua
Rimandata la discussione sulle priorità del Comune da qui alla fine del mandato Nel Pd nuovo colpo di scena: Quintavalle lascia la segreteria di De Filicaia
LIVORNO. Alla fine, ieri mattina, la presentazione dell’agenda di fine mandato del sindaco in consiglio comunale non c’è stata. La discussione sulla lista delle priorità che il Comune si impegna a portare a termine, per la città, entro la fine del mandato (2014) è rimandata a dopo Pasqua. Perché?
La scorsa settimana la linea delle emergenze tracciata dal segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, aveva fatto infuriare - un po’ nel merito, un po’ nel metodo - sindaco e assessori. Così lunedì mattina Cosimi ha rivendicato pubblicamente il ruolo delle istituzioni e la centralità del consiglio comunale, annunciando - almeno così avevano capito i presenti - che ieri sarebbe entrato nel merito della famosa agenda. Ma niente.
Il consiglio si è concentrato su Aamps e futuro del Caprilli. Non ci sono state comunicazioni (o richieste di comunicazioni) diverse. «C’erano cose importanti da discutere, già all’ordine del giorno», ripete Cosimi a margine della seduta.
Ma forse il punto è che c’è un percorso aperto col Pd, che nei prossimi giorni riunirà gli organismi interni (dai circoli alla direzione) per «consegnare all’amministrazione una riflessione», come ha dichiarato nei giorni scorsi il segretario territoriale, Samuele Lippi. Cosa significa? Che il partito proverà a (ri)mettere nero su bianco una serie di priorità per la città. «Farà un percorso indipendente – mette subito i puntini sulle ì Cosimi – poi starà all’amministrazione fare le sue valutazioni». Anche in base alle possibilità dell’ente.
Intanto, martedì sera, la segreteria comunale riunita da De Filicaia ha registrato un nuovo colpo di scena. Come anticipato dal Tirreno, farà il suo ingresso nella squadra l’ex presidente della circoscrizione 2, Maurizio Paolini. Ma Alessio Quintavalle, responsabile del commercio e della conferenza di organizzazione, si è dimesso. «Ho preso atto – conferma – che c’è una diversa visione politica tra me e il segretario. Penso che rispetto ad alcuni passaggi, il partito avrebbe dovuto muoversi in modo diverso. Ma niente di personale – sottolinea - nessuno scontro o tensione tra me e De Filicaia. Mi pongo, semmai, in una posizione dialettica, di stimolo. Mi sono dimesso anche per rispetto della segreteria: è giusto che possa lavorare in armonia col segretario, nel migliore dei modi». De Filicaia ha fatto poi sapere che Quintavalle continuerà, comunque, ad occuparsi dell’organizzazione della festa del Pd.
Resta il fatto è che è la terza dimissione nel partito, dopo quelle di Alessio Ciampini (ormai ex coordinatore) e di Marco Martelli (numero due della segreteria di Lippi).©RIPRODUZIONE RISERVATA
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