Sicurezza
CARA AMADIO PARLIAMO DI COSE SERIE
GIANFRANCO LAMBERTI. Occasione persa oppure l'inizio di una nuova fase politica utile alla città? L'interrogativo che si pone Andrea Lazzeri è più che legittimo. Troppo importante per lasciarsi...
GIANFRANCO LAMBERTI. Occasione persa oppure l'inizio di una nuova fase politica utile alla città? L'interrogativo che si pone Andrea Lazzeri è più che legittimo. Troppo importante per lasciarsi distrarre, nel rifletterci, dalle contumelie contro me e la mia famiglia della consigliera Amadio, ci sono abituato da anni, ho risposto in Consiglio a suo tempo, ora semmai se ne occuperanno i miei legali.
Ho sviluppato, al contrario della consigliera, un ragionamento tutto politico, citandone la storia politica, come fa in queste ore il Pd a Roma con Berlusconi e il Pdl. Mi spiego: l'apertura del sindaco, che coglie nella già prevista discussione sulla agenda di fine mandato una occasione di nuovo inizio concreto e verificabile, è certo apprezzabile, purché non si risolva in impegni generici e senza scadenze, oppure si trasformi in un indistinto ed ecumenico appello a tutto il Consiglio.
Certo ognuno deve fare la sua parte, ne ha diritto. Ma guardando al futuro sarebbe un clamoroso errore non ripartire senza equivoci dalla coalizione di centrosinistra, che è auspicabile si candidi a breve a guidare la città nelle prossime amministrative. L'opposto che fare di tutta l'erba un inutile fascio, di nome e di fatto.
Qui la mia riflessione in Consiglio, rivolta esplicitamente a Cosimi, a Fenzi e anche a Giannini. Ricevendone una attenzione di cui li ringrazio. Nel merito poi vedremo la proposta, e se la discuteremo, dopo aver affrontato le questioni portuali in calendario, non sarà tempo perso.
E l'agenda ha, secondo me e come ha detto lo stesso Cosimi, un punto semplice di partenza, a parte altri e stranoti atti concreti da compiere, come tutto il corteo di provvedimenti sul porto, le partecipate in scadenza, l'ambiente, i servizi socio sanitari e via dicendo.
Parlo di fissare la scadenza sulla adozione in Consiglio del nuovo Piano strutturale. Difficile ma non impossibile farlo, si metta la data. E decidere sul Piano strutturale, che segna non certo indici edificatori, ci mancherebbe, ma le vocazioni di un territorio per gli anni futuri, non può che essere inevitabilmente una ripartenza dai forti contenuti politici e amministrativi. E se questo avverrà nella massima istituzione cittadina e nel pieno rispetto dei percorsi partecipativi, senza inciuci partitici ma dialogando con la città davvero, arricchirà correttamente e senza traumi il percorso già avviato da qualche partito, a partire dal Pd e al quale anche Confronto e Centro Democratico stanno dando contributi specifici. Non vedo strade migliori e più responsabili, nell'interesse di Livorno.
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