Il Tirreno

Livorno

Sos porto, lo scossone dei sindacati

«Bisogna concretizzare Prg e Piano operativo triennale: ora escavi e soluzione per le “porte vinciane”

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LIVORNO. «La portualità livornese sta attraversando forse il periodo più nero della sua storia». Difficile ascoltare un giudizio più pesante e preoccupato di questo: porta la firma delle segreterie provinciali dei sindacati trasporti Cgil (Filt), Cisl (Fit) e Uil (Uiltrasporti). Con un obiettivo: dare uno scossone rispetto a una discussione che ci sembra miope e poco strategica». Insomma, smettiamola di ridurre tutto alla patata bollente dei due accosti dell’Alto Fondale (anche se è «indecoroso ritrovarsi a quasi inizio stagione turistica con la stessa situazione di anni fa per il settore crociere»).

La strigliata chiama l’Authority (e le imprese) a «rimettere in campo la stessa volontà e condivisione degli obiettivi» mostrata per giungere al “patto per il lavoro”. Su cosa? Sulla concretizzazione di Prg e Piano operativo triennale. E qui la lingua batte dove duole il dente dei «mancati interventi di programmazione infrastrutturale». Ogni riferimento alle “porte vinciane” e ai dragaggi della Darsena Toscana non è affatto casuale: anche perché – si afferma – il terminal Tdt «occupa oltre 300 lavoratori diretti e sviluppa un indotto di enorme portata per la nostra città». Non basta: mai avviato il confronto sulla riorganizzazione del settore ro-ro, pure indicata nelle programmazioni. A ciò i tre sindacati aggiungonoche «oltre 600 persone» sono alle prese con gli ammortizzatori sociali.

Nel documento sindacale, ricordando che il turn over ha ringiovanito drasticamente l’età media dei lavoratori, si mette l’accento sull’esigenza di arrivare al “dunque”: «È il momento delle scelte e degli investimenti a lungo termine».

Ecco che le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil auspicano che il Prg «non risenta di altre stagnazioni burocratiche e concluda il percorso nei vari livelli istituzionali in tempi certi».

C’è necessità di mettere finalmente in moto un “domino” di spostamenti e delocalizzazioni («che hanno però biso gno di interventi di messa a punto delle infrastrutture portuali»): è il caso del Tco da trasferire alla Sponda Est e della Cilp da spostare sul molo Italia lato nord. E qui parte l’ennesima frecciata all’Authority: difficile pensare che il Prg marci se mancano «tasselli da tutti ritenuti indispensabili». Dito puntato contro il fatto che «ancora oggi non vediamo l’inizio di quei progetti che darebbero immediato impulso positivo a un sistema portuale cristallizzato»: magari cominciando dai «primi cinque previsti nel primo trimestre 2013 e cofinanziati dalla Regione»).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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