Il Tirreno

Livorno

PUPPO (FIOM)

Sotto il diluvio con l’ombrellino della cassa integrazione

LIVORNO. Il termometro della situazione lo offre il dirigente dei metalmeccanici Cgil, Simone Puppo, semplicemente raccontando l’agenda della sua giornata: «Ho appena firmato la procedura di cassa...

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LIVORNO. Il termometro della situazione lo offre il dirigente dei metalmeccanici Cgil, Simone Puppo, semplicemente raccontando l’agenda della sua giornata: «Ho appena firmato la procedura di cassa integrazione per 4 piccole aziende familiari, in tutto una ventina di addetti». Poi aggiunge: «E oggi pomeriggio ne ho da sottoscrivere altre cinque per imprese di dimensioni un po’ meno micro. Complessivamente 60 lavoratori». Le realtà più rilevanti? Auto Italia e Generplus.

Giusto l’antipasto prima di mettere nel menù il caso della Smi («colpa anche dell’inqualificabile atteggiamento della società emiliana che ha in mano l’accordo con Opel»). Puppo tiene a sottolineare che non è affatto una giornata strana: «Anche i prossimi giorni saranno più o meno su questa falsariga».

Il sindacalista insiste su un aspetto: ok, meglio la cassa integrazione che nulla ma «anche fra chi ha un minimo di tutela con gli ammortizzatori sociali trova sempre maggior difficoltà a riscuotere». Tradotto: da settembre quei (pochi) quattrini sono arrivati a singhiozzo nelle tasche dei lavoratori, «spesso sono state riscosse solo due-tre mensilità e per il resto non si vede nient’altro che nebbia e guai». E, eccezion fatta per Cantiere (perché fa un prodotto di nicchia come gli yacht) e Pierburg (perché ha diversificato agganciandosi alle grandi case tedesche che se la stanno cavando meglio), tutt’attorno non c’è fabbrica che non senta in modo più o meno pesante la crisi: «alla Trw si contano 60-70 esuberi, alla Magna 140-150, Mtm e Smi sono incognite e le ditte dell’impiantistica Eni e Solvay hanno tante nuvole davanti».

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