Gioco
Livorno senz’acqua, petizione contro Asa
È stata presentata dalla lega consumatori di Livorno. In tre giorni raccolte 250 adesioni. « Il nostro obiettivo è di arrivare almeno a mille. A quel punto allestiremo un pool di avvocati per valutare e chiedere il risarcimento dei danni avuti dai cittadini», ha detto il presidente Andrea Raiano
LIVORNO. «È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». È un gioco di parole quello che usa Andrea Raiano, presidente della lega consumatori Livorno, per presentare la petizione lanciata a seguito dei tre giorni in cui la città è rimasta senz'acqua. Un disagio verso Asa che parte da lontano e riguarda anche altri aspetti della qualità del servizio.
«In tre giorni sono state raccolte duecentocinquanta firme – spiega Raiano – Il nostro obiettivo è di arrivare almeno a mille. A quel punto allestiremo un pool di avvocati per valutare e chiedere il risarcimento dei danni avuti dai cittadini». E le parole di Del Nista, che ha detto chiaramente che le utenze domestiche non sono rimborsabili, sembrano non frenare l'azione della lega. «Ragiona in termini di regolamento - spiega Raiano – ma si deve tenere conto dell'eccezionalità di quanto accaduto».
«Coprire un servizio come la fornitura di un bene primario – continua Anna Maria Magnani, presidente del movimento cristiano lavoratori che appoggia l'iniziativa – significa gestire sia la normalità che la straordinarietà. È inammissibile sentirsi dire “è colpa nostra se frana”. Oltre alla mancanza di manutenzione l'evento ha messo in luce l'incapacità dell'azienda di far fronte alle situazioni di necessità».
«La petizione – spiega Raiano – è partita proprio dalle lamentele dei cittadini su come è stata gestita l'emergenza: dai continui disattesi annunci di ritorno alla normalità, termini su cui chi ha un'attività si è basato per gestire il lavoro, e sull'ubicazione della autobotti. In via Torino hanno costretto a parcheggiare a cinquecento metri di distanza, con gli anziani che hanno dovuto fare il tragitto a piedi con le taniche piene». Ma oltre al fine pratico, la petizione che la lega vuole depositare ad Asa, Ato e comune ne ha anche uno più politico.
«Asa deve capire che è finito il periodo in cui si è posta in condizioni di superiorità rispetto alla cittadinanza – continua Raiano - È rimasta una delle poche società del mondo civile che non ammette la conciliazione nelle cause. Il risultato è che gli utenti che hanno delle controversie con Asa rinunciano ad agire, perché si troverebbero difronte al giudice di pace e a sopportare quindi spese legali nettamente superiori a quelle in questione». Chiunque voglia partecipare può sottoscrivere la petizione nella sede della lega consumatori sugli scali D'Azeglio 40.
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