Gioco
Ecco la nuova Caritas assistenza ai poveri per ritrovare dignità
È stata collocata la prima pietra dell’edificio in via Donnini Il vescovo Giusti: «Incentivare le persone a migliorarsi»
LIVORNO. Un dormitorio, ma anche una scuola di cucina, un laboratorio di primo intervento, uno spazio dedicato alla sartoria e a laboratori di piccoli manufatti.
Si presenta così la pianta progettuale della nuova sede Caritas che a dicembre dovrebbe sorgere nel cuore delle Sorgenti, in via Donnini, nello spazio che prima era occupato dal centro di assistenza sociale “Piccioni”.
I lavori di ristrutturazione dell'edificio sono partiti circa quindici giorni fa, ma ieri mattina, alla presenza del vescovo Simone Giusti, del direttore caritas Enrico Sassano, di Luciano Barsotti presidente della fondazione Cassa di risparmi di Livorno, è stata posta la prima pietra con cui viene ufficializzata la nuova ubicazione del centro Caritas che, in città, rappresenterà il secondo punto di riferimento dell'attività diocesana dopo quello di Torretta.
A collocare la pietra sulla parete dell'ingresso è stata suor Raffalla Spiezio, presidente Caritas Onlus, che sul nuovo progetto ci dice: «Nostra principale intenzione è realizzare un secondo step della Caritas di Torretta per offrire dei servizi promozionali che guardano alla persona in una forma più globale e non solo assistenziale: inserimento del lavoro, accoglienza per i padri separati, genitorialità, aspetto educativo della famiglia».
La sede, la cui realizzazione è stata finanziata in parte dalla Cassa di risparmi di Livorno e in parte dalla Diocesi, oltre ad offrire uno spazio notte costituito da sei camere, per un totale di quindici posti letto, metterà a disposizione una serie di servizi rivolti a tutti: un centro di ascolto, un consultorio familiare, ma anche un internet point e una sala lettura.
Non mancheranno i servizi di assistenza e di accoglienza che la Caritas svolge per le persone che si trovano in difficoltà economiche, e a questi si assoceranno una serie di laboratori, come quello del calzolaio, del fabbro e del falegname, che avranno lo scopo di reinserire l'individuo nel modo del lavoro.
«Il nostro obiettivo – spiega il vescovo Giusti – è quello di incentivare le persone a diventare imprenditori di sé stessi; solo attraverso il recupero delle capacità lavorative l'individuo può diventare nuovamente protagonista della propria storia personale». Il vescovo Giusti ha anche annunciato che, entro Santa Giulia, potrebbero essere ultimati i lavori per la realizzazione di un nuovo centro di accoglienza notturno che dovrebbe accogliere tra le 10 e le 12 persone. Lo spazio sarà quello che apparteneva alle suore di San Giuseppe, a Shangay.
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