Il Tirreno

Livorno

CRISI POLITICA

Dopo il caso Asa una settimana ad alta tensione

LIVORNO. La crisi politica tra Alessandro Cosimi e Yari De Filicaia ha di fatto oscurato la polemica sull’emergenza idrica culminata poco più di una settimana fa con le dimissioni (non irrevocabili),...

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LIVORNO. La crisi politica tra Alessandro Cosimi e Yari De Filicaia ha di fatto oscurato la polemica sull’emergenza idrica culminata poco più di una settimana fa con le dimissioni (non irrevocabili), presentate dal presidente dell’azienda, Fabio Del Nista.

Il sindaco ha però garantito che i tempi per la formazione della commissione speciale, che dovrà fare luce su ciò che è realmente avvenuto durante i quattro giorni in cui la città è rimasta senz’acqua, saranno rispetti. «Nel consiglio comunale di domani (oggi,ndr) - afferma - sarà portata in votazione la delibera che istituisce la commissione speciale. In questa maniera potrà iniziare a lavorare in tempi brevi». Prima del via libera alla commissione, però, il consiglio comunale ascolterà la comunicazione del sindaco sulla crisi politica che ha caratterizzato la scorsa settimana. Perchè la crisi, stavolta, c’è stata per davvero. O per meglio dire: nel breve volgere di qualche giorno, ci sono stati tutti i passaggi caratteristici di una crisi.

Partiamo da martedì, da quando cioè il segretario comunale del Pd ha convocato i giornalisti per illustrare le otto proposte urgenti per Livorno. A tutti gli osservatori, le parole del segretario sono apparse come una critica all’amministrazione Cosimi.

La stessa sensazione deve averla avuta Cosimi che all’indomani, dopo aver letto i giornali, ha convocato d’urgenza una seduta politica della giunta: alcuni assessori hanno spinto per dare un’immediata risposta a De Filicaia, altri hanno optato per una soluzione più soft. Il sindaco, visibilmente amareggiato, ha chiesto tempo per riflettere. A quel punto si è fatta avanti l’ipotesi, sostenuta da alcuni consiglieri Pd, della presentazione delle dimissioni da parte del sindaco, il quale avrebbe poi potuto chiedere un voto di fiducia (termine improprio, ma che fa capire bene la procedura) sul programma di fine mandato. Operazione rischiosa, visto i numeri risicati della maggioranza monocolore in Comune e perchè si sarebbe tradotta in un vero e proprio atto di forza nei confronti dei vertici del Pd livornese. Per questo non se n’è fatto di nulla. Ieri Cosimi ha dichiarato di non volersi dimettere. Ma non è detto che questo basti a mettere fine alle turbolenze in casa Pd.

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